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Zagnoni (foto Spreafico-Galli)

Zagnoni (foto Spreafico-Galli)

Il Piacenza finalmente ha trovato la continuità

Luciano De Paola ci è riuscito. Il «bandito», come lui si definisce, non solo ha abbattuto il muro delle tre vittorie consecutive che reggeva dai tempi dell’Eccellenza, ma ha compiuto un percorso inverso rispetto a tutti quelli che, finora, si...

Luciano De Paola ci è riuscito. Il «bandito», come lui si definisce, non solo ha abbattuto il muro delle tre vittorie consecutive che reggeva dai tempi dell’Eccellenza, ma ha compiuto un percorso inverso rispetto a tutti quelli che, finora, si sono seduti sulla panchina del Piacenza. Tralasciando le opinioni che si possono avere sull’operato dei predecessori, quello che li accomuna è che sono partiti tutti da un alto livello di considerazione e di attese, per poi finire nel tritacarne delle polemiche e, quindi, giungere all’esonero. De Paola, invece, è partito già esonerato, nel senso che la piazza era molto scettica, per motivi di curriculum, sulle capacità del tecnico ex Alzano e Darfo Boario; a distanza di mesi, però, la sua posizione è cambiata e ora iniziano a fioccare i primi complimenti, i primi attestati di stima. «Le persone vanno conosciute prima di essere giudicate», gridava De Paola dalla pancia dello stadio Manuzzi di Cesena. Che dire se non che in fin dei conti, in sordina, a fari spenti e senza avere «uno squadrone» (per usare sempre le sue parole) si sta meritando tutta la considerazione della quale era stato privato all’avvento sulla panchina biancorossa.

MENTALITA’ - La ricetta del Colonnello, o del bandito che dir si voglia, è stata molto semplice: cattiveria agonistica e zero vergogna di coprirsi, se necessario. Questa è, in sostanza, la famosa mentalità da serie D che al Piacenza spesso è mancata, preso com’era a specchiarsi con addosso una maglietta che renderebbe bello chiunque, ma che va sudata come tutte le altre. La vittoria contro il Delta ha visto una squadra che ha sofferto nel primo tempo, si è difesa bene, per poi crescere alla distanza e mettere all’angolo gli avversari nel momento in cui erano più stanchi. Tiboni è entrato bene dalla panchina, ha poi illuminato la via per Lisi che, dopo una partita umile e qualitativa al tempo stesso, si è preso il lusso di essere man of the match. Volpe correva come un ragazzino con ancora tutto da dimostrare. Tutta la squadra ha mangiato l’erba. Questi sono gli scatti che meglio di tutti rappresentano cosa è diventato il Piacenza.

NUMERI - I numeri delle prime otto partite di De Paola, del resto, danno immediatamente l’idea di quello che è stato fatto: solo due gol subiti, dodici fatti, cinque vittorie, due pareggi e una sola sconfitta. La difesa è la forza di questo Piacenza, ma non solo, anche un gruppo cementato e con zero prime donne. L’unica cosa che manca è un centravanti prolifico, quello da 20 gol. Tutti buoni spunti per il prossimo anno, quando si spera che la dirigenza non smantelli tutto per ricominciare da capo. Ora mancano le finiture, De Paola ci ha messo la sostanza. Domenica 8 marzo i biancorossi tornano in campo a Montemurlo (Prato), fischio d'inizio posticipato alle 15.
Marcello Astorri

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