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Il Piacenza chiude il precampionato con un pareggio contro la Virtus Verona. Cosa va e cosa non va

I biancorossi si tuffano nella settimana che azzera tutto, da lunedì si fa sul serio. Contro il Grosseto in 1000 allo stadio? Il club ci lavora ma l'esito non è scontato. Bene alcuni aspetti, male altri. La squadra crea ma non finalizza e si sgonfia nella ripresa

Foto Andrea Trongone

Si chiude con un pareggio contro la Virtus Verona il precampionato del Piacenza, dalla prossima settimana si farà sul serio: mercoledì al Garilli arriva il Teramo (15.30, porte chiuse) nel turno preliminare di Coppa Italia, domenica esordio interno di campionato col Grosseto, poi la trasferta di Pontedera il 4 ottobre e il mercoledì successivo l’infrasettimanale contro il Livorno. Se vogliamo, in caso di passaggio del turno nella Tim Cup, ci sarebbe il 30 settembre una comodissima trasferta a Reggio Calabria.

Piacenza 5-2-2

Questo per dire che il tempo delle impressioni è terminato, il Piacenza ora dovrà mettersi in mostra nelle gare da tre punti e la musica sarà diversa rispetto alle amichevoli estive. Contro la Virtus Verona (1-1, a Siani risponde Bridi) la squadra di Manzo ha dimostrato le solite certezze, cioè la velocità di gamba, le idee in verticale, la costruzione ossessiva dal basso e, soprattutto, un impianto di gioco già piuttosto collaudato, aspetto quest’ultimo che non va dato per scontato quando si valuta una squadra che ha cambiato 23 giocatori su 23.

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E’ altrettanto vero, però, che ci sono molti punti deboli su cui lavorare: manca l’istinto killer nel chiudere le partite (i biancorossi hanno sprecato due nitide occasioni, una in particolare con Villanova), la squadra è leggera, acerba e si sgonfia spesso nella ripresa. La Virtus Verona prima pareggia e poi rischia anche di vincerla - ed era un test affidabile essendo una “pari grado” -, in campionato questi sono punti sprecati e bisognerà imparare presto a mandare l’estetica nello sgabuzzino quando servirà, con buona pace dei presunti palati fini.

Piacenza 2-2-2

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Volendo potremmo dire che Bridi segna di testa - e sono 11 subiti complessivamente di cui 7 su palle alte - evidenziando uno dei punti deboli, tuttavia il pareggio in questo caso è stato più che altro figlio di un flipper in area.
Insomma, ci sono lati molto positivi che già si vedono, altri meno e su cui occorrerà lavorare perché alcune distrazioni potrebbe costare molto care. La Virtus ha stravolto l’inerzia del match con un paio di cambi, il Piacenza idem, ma in negativo.

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