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Gianmaria Bersani

Gianmaria Bersani

«Ho lottato e vinto contro il Coronavirus. Non avete idea della guerra che combattono medici e infermieri»

Parla Gianmaria Bersani, uno dei volti storici della Curva Nord del Piacenza, che è rimasto in ospedale 12 giorni. «Ringrazio medici, infermieri e gli operatori socio sanitari, per me sono persone speciali, senza di loro non ce l'avrei fatta».

Quali sono stati i sintomi che ti hanno portato al ricovero?
«Per circa una decina di giorni ho avuto una febbre persistente a 39, tosse poca, forte mal di testa e male alle ossa finché un giorno sono svenuto. A quel punto mia moglie ha chiamato il 118, mi hanno diagnosticato una brutta polmonite e quindi ricoverato subito».

Cosa si prova quando comprendi realmente di non riuscire a respirare da solo? Lo diciamo a chi ancora vive questa epidemia in modo superficiale.
«E’ una sensazione indescrivibile, davvero, è una cosa bruttissima perché stai soffocando; semplicemente ti manca l’aria. A me hanno dato immediatamente l’ossigeno per una settimana, dopodiché ho iniziato a respirare da solo e fortunatamente non ho avuto bisogno della rianimazione».

Medici, infermieri, Oss: sono gli eroi di questi giorni.
«Assolutamente sì, lavorano in condizioni proibitive sottoponendosi a rischi davvero molto alti. E in tutto questo li trovi sempre disponibili e pronti a darti una mano. Per me sono persone speciali che meriterebbero molto di più».

Tu sei la prova che il Covid-19 non colpisce solo gli anziani ma anche persone nel pieno dell’età e in forza.
«Davvero lo dico a tutti, questo nemico invisibile può colpire a qualunque età. Nel mio reparto c’era tanta gente con meno di 50 anni e sintomi davvero gravi. Chiaro che una persona anziana faccia più fatica a superare le crisi respiratorie. Li dobbiamo proteggere e difendere, soprattutto loro che sono i più deboli».

Sfatiamo questa cosa della “banale influenza”?
«Macché influenza, non sono minimamente paragonabili le due cose. Non è una influenza, non c’è vaccino e non c’è una cura specifica. E’ semplicemente molto pericoloso. Io mi sono preso una polmonite interstiziale bilaterale che con una normale influenza non mi sarebbe mai venuta».

Ultima considerazione?
«Il mio pensiero va a tutti quelli che stanno ancora lottando contro questa brutta bestia. Cercate di rimanere il più possibile positivi. Lo so che è dura ma se ne può uscire».

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