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Gli eroi biancorossi del 1993 vent'anni dopo

Serata di ricordi importanti allo stadio Garilli che ha visto sfilare le vecchie glorie del Piacenza protagonista della prima storica promozione in serie A il 13 giugno 1993. Una festa voluta dall'attuale società per...




Serata di ricordi importanti allo stadio Garilli che ha visto sfilare le vecchie glorie del Piacenza protagonista della prima storica promozione in serie A il 13 giugno 1993. Una festa voluta dall'attuale società per ricordare i vent'anni da quel magico pomeriggio di Cosenza, quando una rete di Fulvio Simonini aprì al piccolo Piacenza di Gigi Cagni le porte del massimo campionato italiano. Una festa riuscita in tutti i dettagli, con una partita amichevole tra le vecchie glorie biancorosse allenate da Daniele Bernazzani (Cagni non è potuto arrivare a causa di impegni di lavoro) e una formazione composta da alcuni degli attuali giocatori che hanno appena conquistato la promozione in serie D con William Viali. Fa effetto vedere dove si era 20 anni fa e dove si è oggi, con un fallimento alle spalle, un paio di stagioni - a livello societario - che definire ridicole sarebbe riduttivo, e un progetto, quello dei fratelli Stefano e Marco Gatti, che ha ridato slancio alla passione dei tifosi biancorossi. Proprio loro non sono voluti mancare a questa grande festa (tutto a scopo benefico, l'incasso infatti sarà devoluto all'Unicef) e così dalle 20 si apre il libro dei ricordi sul tartan della dismessa pista di atletica. Ed è giusto che sia così perché la storia sono le nostre radici, le nostre tradizioni, il nostro modo d'essere. Per costruire un futuro ambizioso è necessario volgere lo sguardo sempre al passato, oneri e onori: gli oneri sono in campo già da tempo mentre questa è la serata degli onori.




Ci sono tutti, o quasi, i protagonisti di quella splendida avventura, De Vitis, Piovani, Taibi, Iacobelli, Simonini, Maccoppi, Chiti, Rossini, Gandini e poi ancora Hubner («ho il tendine infiammato a causa di un torneo di golf») e poi è arrivato il segretario Paolo Armenia e molti altri, meglio fermarsi qui con i nomi altrimenti si rischia di lasciare fuori qualcuno. La partita è stata solo un pretesto (comunque per la cronaca hanno vinto le vecchie glorie 6 a 3, ha arbitrato il piacentinissimo fischietto di Roberto Colla) per trovarsi e chi, come Chiti, erano anni e anni che non metteva piede al Garilli. Come detto c'era Hubner, che sul il manto erboso del Garilli ha vinto un titolo di capocannoniere in serie A alla pari con Trezeguet. «Bellissimi ricordi - ci dice - soprattutto il primo anno con Novellino che fu storico per me e per tutta la città, il secondo ci condannò alla retrocessione ma se Gigi (Cagni) fosse arrivato prima non sarebbe finita così. Oggi? Il calcio è in crisi e Piacenza è stata travolta, come è successo a Mantova, auguro alla società di tornare a vincere e approdare presto alle categoria che merita». E poi arriva anche Piovani, il più amato di tutti i tempi in maglia biancorossa. «Quella promozione fu storica - ci dice - è bello rivedere compagni che non vedevo da anni, mi si allarga sempre il cuore tornare in questo stadio. Qui ho passato 11 anni e feci anche la scelta di vita di non andare al Valencia. In questo stadio ho gioito, sofferto, esultato e avuto delusioni». Un Piovani che tra l'altro nei prossimi giorni sarà spesso in città. «Sì io e il Moro stiamo tenendo un camp estivo allo stadio Siboni da metà giugno fino al 29 del mese e ne approfitto per invitare tutti i ragazzi che vogliono venire». Questa era la serata degli onori e hanno vinto le vecchie glorie, come in quell'indimenticabile 13 giugno 1993. Segnò Simonini e una città intera fu proiettata in qualcosa di immensamente grande che potrà essere ricostruito - si spera - con enormi sacrifici, sudore, passione e unione d'intenti.
Giacomo Spotti

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