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Fusione Pro e Piacenza: parti ancora distanti

Non trapela nessuna anticipazione circa l'incontro voluto dall'assessore allo sport Giorgio Cisini, in programma il prossimo lunedì, per mettere attorno a un tavolo le dirigenze di Piacenza, Pro Piacenza e Fiorenzuola e parlare di un'ipotetica...

Fusione Pro e Piacenza: parti ancora distanti - 1
Non trapela nessuna anticipazione circa l'incontro voluto dall'assessore allo sport Giorgio Cisini, in programma il prossimo lunedì, per mettere attorno a un tavolo le dirigenze di Piacenza, Pro Piacenza e Fiorenzuola e parlare di un'ipotetica fusione dei tre club - sfruttando il titolo sportivo dei rossoneri - col fine di creare un Piacenza Calcio nuovo di pacca con più soci al suo interno. Un'idea maturata da Cisini, benedetta dal sindaco Paolo Dosi e rinforzata dallo stesso Pro Piacenza che, per bocca del presidente Scorsetti, auspica «di unire le forze per creare un progetto più appetibile e ambizioso». Il Fiorenzuola parteciperà all'incontro ma ha già fatto sapere, in via ufficiosa, che non è interessato a questa ipotetica fusione.

PIACENZA E PRO - Si arriverà così ad avere un tavolo di cui da tempo si parlava. Da una parte il Piacenza, dall'altra il Pro Piacenza, nel mezzo il Comune a fare da collante per una fusione facile a parole ma tutt'altro nei fatti. Avvicinare le due parti infatti sarà complicato per l'assessore Cisini, nonostante la sua promessa di investire «dai 250 ai 300mila euro per mettere in sicurezza alcune zone dello stadio Garilli» e nonostante alcuni incontri ufficiosi tra le parti siano già avvenuti, come quello di fine marzo tra i Gatti e Scorsetti, accompagnato da Pietro Tacchini.

PARTI DISTANTI - Da una parte c'è l'apertura alla fusione del Pro Piacenza, che sul piatto sarebbe disposto a mettere il titolo sportivo e la sua parte economica. Dall'altra invece il Piacenza, che per bocca dello stesso presidente Marco Gatti ha ribadito in più occasioni: «Fusioni non ne facciamo, lo escludo, però chi vuole entrare in società con noi a darci una mano è il benvenuto». Insomma un «no grazie» - al momento - da parte del club di via Gorra. I margini di manovra sono piuttosto ristretti perché se si vuole usare il titolo sportivo del Pro Piacenza, che vale la Lega Pro immediata, la fusione è l'unica strada.

NORMATIVE - Non esistono vie alternative: o il Piacenza "spegne" la sua società ed entra senza la presidenza nel Pro Piacenza che andrebbe a cambiare nome (Piacenza 2014, ad esempio) e colori sociali per poi riprendere la vecchia dicitura Piacenza Calcio 1919 in un secondo momento; oppure si chiudono entrambe le società e se ne crea una nuova in cui far confluire tutte le forze. La prima opzione ha fatto storcere il naso agli attuali vertici del Piacenza e anche la seconda opzione difficilmente troverà terreno fertile nei fratelli Gatti. Al contrario ai vertici del Piacenza piacerebbe che fossero gli imprenditori del Pro Piacenza a entrare nel Piacenza (ma in questo caso non si potrebbe sfruttare il titolo sportivo come spiega l'articolo 52 del Noif) e non necessariamente con una quota di minoranza. Fonti vicine ai due club parlano di un incontro avvenuto venerdì tra Marco Gatti e Bruno Giglio, main sponsor del Pro Piacenza, dal quale però è uscita una fumata nera proprio sulla prima ipotesi descritta.

LUNEDI' L'INCONTRO - Stefano e Marco Gatti infatti sarebbero aperti ad un ingresso di eventuali soci al 50 per cento, purché tutto questo avvenga nell'ambito dell'attuale Piacenza Calcio 1919 senza dover spegnere o spostare la società. In altre parole il metodo Spal-Giacomense, che nella scorsa estate portò alla nascita della Spal 2013 in Lega Pro col titolo della Giacomense, non sembra percorribile secondo le ultime indiscrezioni, ma dall'incontro ufficiale previsto lunedì 28 aprile potrebbero uscire nuove proposte. Al momento però le parti sono distanti, senza contare la levata di scudi di parte della tifoseria organizzata che ha già fatto sapere di «non volere la fusione» e di essere aperti, solamente, all'ingresso di nuovi investitori o sponsor nell'attuale Piacenza. Altro indizio che lascia presagire una fumata nera è infine il percorso che i biancorossi stanno percorrendo; con l'accordo trovato col direttore sportivo Andrea Bottazzi che ha già iniziato a ragionare sulla squadra del prossimo anno. Per quanto riguarda il patron del volley Guido Molinaroli, è prematuro avanzare qualunque ipotesi perché al momento è concentrato sulla cessione della squadra di pallavolo dopo che ha dichiarato di non voler più proseguire la sua avventura da presidente del Copra Elior.
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