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Fusione Pro e Piacenza: la pista si raffredda

Giovedì sera è il termine ultimo per capire se si procederà o no con la fusione tra Piacenza e Pro Piacenza. L'obiettivo è quello di creare una sola formazione (con nome Piacenza 1919, colori biancorossi e matricola federale del Pro) in grado di...

Il consigliere del Pro Piacenza, Alberto Burzoni
Giovedì sera è il termine ultimo per capire se si procederà o no con la fusione tra Piacenza e Pro Piacenza. L'obiettivo è quello di creare una sola formazione (con nome Piacenza 1919, colori biancorossi e matricola federale del Pro) in grado di giocare la prossima stagione in Lega Pro sfruttando il titolo sportivo dei rossoneri, tuttavia le certezze del passato fine settimana stanno svanendo e adesso la bilancia propende più per una fumata nera. Lo stallo è dovuto a un insieme di problemi che nascono da una complessa trama avviata da Alberto Burzoni, cioè dal 25% della proprietà rossonera e lo stesso Burzoni l'avrebbe fatto senza illustrare prima agli altri tre soci, Scorsetti, Tacchini e Molinari, la sua idea di fusione con tanto di spartizione delle quote e organigramma societario. Insomma c'è un deficit di comunicazione, per questo si aspetta la riunione dei soci del Pro Piacenza di giovedì quando Burzoni esporrà la sua idea e se sarà fumata bianca bisognerà poi ritrovarsi ancora con i Gatti per definire il tutto nero su bianco con le valutazioni societarie del caso.
Tempi strettissimi dunque, ai quali vanno aggiunti alcuni problemi di natura fiscale, il Pro ha un regime da professionisti mentre il Piacenza da dilettanti, oltre ovviamente alle garanzie sul possibile pregresso nei conti. Se si vuole fare la fusione i tempi e gli ostacoli sono ancora accettabili, ma la sensazione al momento è negativa.

Se invece dovesse esserci una fumata nera il Pro dovrebbe comunque tracciare una strada sul solco di quanto detto nei giorni scorsi da Scorsetti: «Cercheremo di dare solidità e continuità al nostro progetto», parole ribadite da Burzoni mentre, sull'altro tavolo, preparava la proposta di fusione con i cugini biancorossi. Il Piacenza guarda interessato ma consapevole di come anche questo tentativo si possa rivelare un buco nell'acqua, quindi Cerri prosegue spedito sul mercato senza alcun tipo di confusione e con le idee molto precise.
Oltre all'accordo di massima con Matteassi e Silva, e alla decisione di Franzini (che è vincolata alla situazione Pro) i biancorossi rimangono alla finestra per mister Bagatti che ieri ha rescisso con la Correggese e lavorano per tentare di portare al Garilli o Pera (Rimini) o Bruno (Real Vicenza). Sempre in attacco gli altri nomi caldissimi sono quelli di Christian Longobardi (Sestri Levante) e Cristofoli (Castiglione), al momento entrambi più probabili dei primi due, soprattutto Longobardi.

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