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Fusione Piacenza e Pro? Il primo incontro a marzo

Con la conquista dell'aritmetica promozione in Lega Pro si è tornati a parlare prepotentemente del tema che ha sempre avvolto, dopo il fallimento del Piacenza Calcio nel 2012, i due principali club calcistici della città: il nuovo Piacenza dei...

Il presidente del Piacenza Calcio, Marco Gatti
Con la conquista dell'aritmetica promozione in Lega Pro si è tornati a parlare prepotentemente del tema che ha sempre avvolto, dopo il fallimento del Piacenza Calcio nel 2012, i due principali club calcistici della città: il nuovo Piacenza dei fratelli Gatti e il Pro Piacenza, fresco di promozione in Lega Pro, della coppia Scorsetti-Tacchini. Argomento delicato, decisamente spinoso, riportato alla ribalta nei giorni scorsi dall'assessore allo sport Cisini che in un'intervista ha coinvolto addirittura il Fiorenzuola, splendida realtà che ha sempre fatto benissimo senza mai doversi mescolare - sportivamente parlando - alla città. Dichiarazione forte, sottolineata dallo stesso sindaco Paolo Dosi: «Una fusione a tre squadre? E' solo un nostro suggerimento». Questa pista appare al momento impraticabile per una miriade di motivi il più semplice dei quali è: già sarebbe difficile un accordo a due tra Piacenza e Pro, figuriamoci a tre, coinvolgendo anche i dirigenti del Fiorenzuola. Tuttavia in questo senso verrà aperto un tavolo proprio dall'assessore Cisini per parlarne.

Discorso diverso invece è quello tra Piacenza e Pro Piacenza. Partiamo da un principio di base: se è vero che il Pro ha bisogno del Piacenza è altrettanto vero il contrario, almeno se si ragiona con un'ottica ambiziosa. Sta quindi passando il messaggio: «Mettiamoci insieme per fare qualcosa di grande». A febbraio lo aveva detto Sergio Giglio (parlando di «atto d'umiltà») fratello di Bruno e main sponsor del Pro Piacenza, poi è arrivato l'assessore Cisini supportato dal sindaco Dosi e infine Domenico Scorsetti, presidente del Pro, ha detto alla stampa: «La volontà è quella di collaborare, riuscire ad unire le forze significherebbe creare qualcosa di molto importante, darebbe più forza nella ricerca di sponsor e investitori». Chi vuol capire capisca. E il Piacenza in tutto questo cosa fa? Al momento i fratelli Gatti osservano quelli che gli tirano la giacchetta, rimanendo sempre sulla posizione espressa qualche settimana fa e ribadita dal numero uno Marco Gatti: «Noi di fusioni non ne facciamo. Fare una sola squadra in Lega Pro significherebbe abbattere le due società esistenti e crearne una nuova: e questa sarebbe una fusione. Ribadisco, per l'ennesima volta, che chi ci vuole aiutare nell'attuale Piacenza è ben accetto».

Occorre inoltre precisare che un incontro tra la famiglia Gatti e i dirigenti Scorsetti e Tacchini è già avvenuto a Sarmato alla fine di marzo, sul tavolo proprio il tema di una possibile unione. La premessa è che lo stesso Pro Piacenza ha bussato alla porta biancorossa ma ci sono molti nodi da sciogliere. E' infatti impossibile, da regolamento NOIF, che l'attuale Piacenza inglobi il Pro Piacenza e il suo titolo sportivo perché questo non è concesso dai regolamenti. L'esempio migliore per chiarire la questione è quanto successe a Ferrara tra Spal e Giacomense. Nella scorsa estate è stata la Giacomense (Lega Pro) a inglobare dentro se stessa gli asset della Spal (comprandola) e non viceversa. In un secondo momento, con la volontà di riportare in alto il nome Spal, si è deciso per il cambio di nome, altra costrizione burocratica, trasformando il tutto in S.p.a.l 2013. Comunque questi sono problemi ampiamente superabili, il nocciolo della questione invece è: c'è la volontà di fare la fusione? Perché di questo si tratta.

Da una parte c'è il blocco a favore: il Pro Piacenza per bocca del presidente Scorsetti si è espresso chiaramente per un «sì», le istituzioni anche. Dall'altra parte ci sono i fratelli Gatti che stanno passando come quelli non la vogliono fare, in realtà Marco Gatti ha accettato a fine marzo di aprire un tavolo con i dirigenti del Pro ma la momento la partita è ferma su due posizioni che non sembrano trovare accordo. E' naturale che la vicenda è in pieno sviluppo e terrà banco per i prossimi due mesi (entro fine giugno bisogna presentare carte e fideiussione alla Figc) e che gran parte dei tifosi non saranno d'accordo; non resta che aspettare alla finestra e vedere come andrà a finire quella che si prospetta essere una lunga telenovela.

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