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Franzini: «L'infortunio di Corazza è una botta tremenda. Il rinvio? Sono sbagliate le regole del calcio»

Il tecnico biancorosso traccia il bilancio dell'estate verso un campionato che, forse, inizierà a metà settembre. «Il problema è che sono sbagliate le regole. Abbiamo giocato in Coppa il 29 luglio e dopo 50 giorni inizia il campionato. Per me è senza senso».

Arnaldo Franzini

Doveva essere la settimana della rifinitura, quella che lanciava il Piacenza nell’anno del centenario con ambizioni più o meno da grande. Mattone dopo mattone il muretto costruito dalla società è diventato solido e interessante, inutile nascondere come il mercato sia stato marchiato a fuoco dalla volontà di fare bene, molto bene - gli arrivi di Sestu, Nicco, Porcari e Marotta sono lì a testimoniarlo - tuttavia se la squadra sarà davvero in grado di puntare al vertice lo si scoprirà solamente strada facendo.
L’infortunio di Corazza (fuori dai 6 agli 8 mesi per la rottura del crociato) ha indebolito l’impianto perché si perde il finalizzatore del gioco. La casella lasciata vuota peserà nell’economia della squadra, Matteassi cercherà di sostituirlo (piace il fantasista Bellomo) ma farlo a questo punto dell’estate non sarà facile e comunque non si troverà un giocatore con quelle caratteristiche.
Doveva essere tutto questo, ma le guerre di Lega, Figc e Coni hanno stoppato di fatto la Serie C: la Serie A è partita, la B lo farà con 19 squadre e contro le regole Noif che ne prevedono 22, la C a cascata si prende tutte le bastonate dei piani superiori. Se va bene si partirà il 15 settembre con più di 20 giorni di ritardo sulla tabella di marcia.

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Mister, torniamo sempre al punto di partenza: il calcio italiano non ha ancora toccato il fondo? In tutta Europa i campionati sono partiti regolarmente.
«Se consideriamo che i raduni sono avvenuti per tutti a metà luglio e, probabilmente, giocheremo a metà settembre, si può dire tranquillamente che il calcio in Italia sta vivendo un periodo estremamente difficile. Non mi piace indicare un solo colpevole e per certi versi è vero che la Serie C paga anche colpe non sue ma delle Leghe superiori. Il problema è generale e strutturale, se tutte le estati accumuliamo ritardi e ricorsi vuol dire che le regole non sono giuste, altrimenti saremmo andati normalmente in campo nel prossimo fine settimana».

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