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Franzini: «Godiamoci il terzo posto». Le pagelle

«Il terzo posto? Me lo godo». Dire che Arnaldo Franzini si presenta in sala stampa contento è dire poco. Rilassato e soddisfatto per quanto ha fatto vedere il suo Piacenza ma prima di passare a commentare il fatto incriminato (l’espulsione di...

Franzini: «Godiamoci il terzo posto». Le pagelle - 1

«Il terzo posto? Me lo godo». Dire che Arnaldo Franzini si presenta in sala stampa contento è dire poco. Rilassato e soddisfatto per quanto ha fatto vedere il suo Piacenza ma prima di passare a commentare il fatto incriminato (l’espulsione di Briganti e il seguente rigore concesso a Razzitti) il tecnico di Vernasca ammonisce: «Il terzo posto ce lo godiamo, ma attenzione perché nel corso della stagione ci saranno altre partite come quella di Carrara».
Poi l’episodio della serata: «Tempo fa mi sono promesso di non parlare più delle decisioni dei direttori di gara. Su stasera posso dire che Razzitti lo spinge, poi Briganti gli rifila un calcio da dietro». Qual era la decisione giusta? «Espulsione e rigore per noi - dice ridendo». E aggiunge: «Se ha visto la seconda parte dell’azione è chiaramente rigore, se avesse visto anche la prima parte forse poteva darci il fallo contro».
Como meritatamente in vantaggio fino all’episodio? «Non sono d’accordo, loro sono andati in vantaggio sull’unica azione creata mentre noi abbiamo sempre avuto in mano il gioco, abbiamo creato e comunque si vedeva che eravamo vivi, i ragazzi hanno mostrato carattere e sacrificio davanti a un’ottima squadra e non è scontato andare a rimontare e vincere anche se gli avversari sono con un uomo in meno. Il mio Piacenza mi è piaciuto, palla a terra e belle giocate». E’ piaciuto un po’ meno Barba. «Può fare meglio, è vero, però finora ha giocato anche delle ottime partite».

«Onestamente non parlerei di partita rubata o episodio squallido come dicono quelli del Como - spiega Razzitti, mattatore della gara con una doppietta - si vede chiaramente che io prima lo allontano col braccio, è un contatto normalissimo in area, lui torna sotto mi dà un calcio da dietro. C’è poco da discutere; bravo il guardalinee a vederlo e a richiamare l’arbitro, spesso queste situazioni non vengono nemmeno viste». Serata da incorniciare? «Sono contento soprattutto per i tre punti, dopo Carrara era importante riprendere la nostra corsa immediatamente, direi che sono stati tre punti meritati».

Chiude gli interventi il presidente onorario Stefano Gatti per due precisazioni: «Nadarevic non è potuto venire a Piacenza la scorsa settimana e oggi perché è impegnato in Bosnia per alcuni problemi famigliari, appena li risolverà ci vedremo e proveremo a trovare un accordo per chiudere. In ogni caso voglio precisare che questo non andrebbe a escludere Titone, stasera ha fatto un bellissimo gol, ha un biennale con noi e non abbiamo intenzione di cederlo».

In casa Como parla solo Diego Foresti, direttore generale della squadra lariana. «Non ho fattio venire in sala stampa nessun tesserato perché siamo stufi di essere trattati così, questa sera abbiamoi raggiunto l'apice. Hanno visto tutti che il fallo l'ha commesso prima Razzitti, ma siamo stati puniti noi con l'espulsione e il rigore. Nulla da dire sul Piacenza, ma ce l'ho con la direzione di gara».

Le pagelle di Marcello Astorri

Miori 6: una buona parata su Damian, non ineccepibile sul colpo di testa di Chinellato che fa da antefatto al corner sul quale si sviluppa il gol lariano. Nel complesso, tuttavia, la sua prova vale una sufficienza rotonda.
Sciacca 6: forse un po’ troppo timido rispetto ad altre uscite per quanto riguarda la fase propositiva, meglio in fase di non possesso dove è accorto e sempre sul pezzo.
Pergreffi 6: Chinellato è un brutto cliente e qualche volta riesce a metterlo in difficoltà, poi la gara prende una piega favorevole e nel finale tiene dritta la barra senza troppa apprensione.
Abbate 6: un po’ di ruggine c’era, d’altro canto il minutaggio finora accumulato non era elevatissimo. Come Pergreffi soffre un po’ in avvio, poi cresce con il passare del tempo e alla fine la sua partita si arrampica fino a livelli discreti.
Agostinone 7: serve un cioccolatino a Razzitti per la rete del sorpasso, una gemma che vale praticamente da sola il bel voto. Viene cercato dai compagni meno di quanto questi avrebbero dovuto.
Barba 5,5: una gara perennemente giocata nella zona d’ombra, senza acuti, con pochi palloni toccati e molte miglia corse con abnegazione, ma a vuoto. Dal 25’ st Cazzamalli 6: entra in un momento dove bisognava cercare compattezza ed equilibri: fa la sua parte.
Taugourdeau 6,5: batte i calci da fermo in modo tagliato, sempre pericoloso. Poi quando allarga il compasso genera sempre situazioni pericolose.
Saber 7,5: un vero gladiatore. La fascite plantare non lo limita o meglio, lui è talmente in forma che qualsiasi malanno appare trascurabile. Corre, sgomita, calcia in porta. Gara a tutto campo e a tutto tondo.
Matteassi 6,5: la sua esperienza è un fattore importante nell’equazione Piacenza. Gestisce i momenti caldi con saggezza, tocca la palla con qualità, alza la voce quando serve, condizionando tutti, non solo i suoi compagni di squadra.
Razzitti 7,5: una doppietta decisiva, che pesa come un macigno. Se è vero che i gol più che contati, vanno pesati, allora quelli dell’attaccante biancorosso mettono in seria difficoltà la bilancia. Forse commette fallo prima lui su Briganti, ma quello del giocatore lariano rimane un intervento inaccettabile. Dal 40’ st Titone 7: segna un gol bellissimo, fatto di foga e talento in egual misura. Quale miglior modo per rispondere alle voci di mercato sul suo conto?
Franchi 6: rimane un po’ ai margini, nel senso che gli manca la solita giocata ad effetto, ma è pur sempre utilissimo alla causa: attacca, pressa, chiude. Insomma, dà equilibrio. Dal 46’ st Segre s.v.

All. Franzini 7: il Piacenza non parte con i giri al massimo, sarà perché il Como è davvero una formazione ottima sia nel gruppo che nelle individualità. Poi capita l’episodio favorevole e la gara svolta. Sbagliato però non riconoscere i giusti meriti a una squadra che sa sfruttare al meglio ogni concessione, grande o piccola, degli avversari.
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