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Stefano Franchi nell'utimo derby

Stefano Franchi nell'utimo derby

Derby degli ex - Franchi: «E' una partita da vincere»

Lo chiamano lo strano derby. In un certo senso è vero, perché tra Piacenza e Pro Piacenza non c’è una rivalità vera e propria. E’ storia troppo recente. Però è innegabile che molti interpreti di entrambe le realtà abbiano un trascorso intrecciato...

Lo chiamano lo strano derby. In un certo senso è vero, perché tra Piacenza e Pro Piacenza non c’è una rivalità vera e propria. E’ storia troppo recente. Però è innegabile che molti interpreti di entrambe le realtà abbiano un trascorso intrecciato, intriso di biancorossonero. Pensiamo ad esempio al tecnico Arnaldo Franzini, Jacopo Silva, Luca Matteassi, Stefano Franchi, Alessandro Cazzamalli, Alessandro Castellana o Gianluca Barba. Tutti hanno qualcosa in comune: giocano per il Piacenza, ma nel recente passato sono stati protagonisti (non certo di secondo piano) della favola rossonera. Dall’altra parte, invece, troviamo Jonathan Aspas e Francesco Bini che hanno fatto il percorso inverso, pur non passando direttamente da una compagine all’altra. Piacenza e Pro Piacenza, per certi versi, negli ultimi anni hanno camminato insieme: la società dei fratelli Gatti ha tratto maggiori stimoli, oltre a spunti tecnici, dal fatto che nella stessa città ci fosse un competitor; viceversa il Pro è cresciuto negli anni cercando di dimostrare che a Piacenza quella biancorossa non è l’unica maglia meritevole di considerazione in campo calcistico. Ora si trovano a condividere la stessa categoria, a incrociarsi in una sfida che magari non ha grande storia (ci sono solo tre precedenti tra serie D e Coppa Italia di Lega Pro, due pareggi per 0-0 e una vittoria per 0-1 del Pro), ma con sicuri motivi d’interesse. A partire dai tanti ex. Qualcuno di loro, magari, vorrà far pentire chi sta dall’altra parte per le scelte fatte.

LA VOCE DELL’EX - Proprio per questo abbiamo chiesto a uno dei grandi ex, Stefano Franchi, di raccontarci le sue sensazioni: «La stiamo preparando come una partita normale - ha detto - il meglio di quell’anno in rossonero l’ho portato al Piacenza, a partire dal mister e dai compagni: questo è un punto a nostro favore». Eppure quell’anno al Pro è un ricordo agrodolce, segnato dalla vittoria del campionato ma anche dal brutto infortunio al ginocchio: «Di quella stagione porto il ricordo più bello perché è stata la migliore della mia carriera, ma anche quello più brutto. Se provo rancore per la mia esclusione dal progetto? E’ il calcio, il giorno prima sei fondamentale e quello dopo non servi più».

VIGILIA - «E’ una sfida molto sentita. - racconta Franchi - Certo, non quanto il derby con la Cremonese del quale conoscevamo la tradizione e il seguito. Sicuramente, però, è un nuovo derby che conta pochi confronti ma intensi. Sono due squadre della stessa città che si ritrovano a giocare in una categoria importante come la Lega Pro, per una questione di campanile è sempre bello vincere». Cosa temere di più del Pro? «La loro cattiveria. So bene che ce la metteranno, perché l’avevamo anche noi quando eravamo dall’altra parte e giocavamo contro il Piacenza. Dovremo essere bravi a mantenere la concentrazione». I biancorossi si avvicinano molto carichi alla partita, con grande voglia di riscatto dopo le ultime sconfitte: «Siamo arrabbiati per come sono maturate: abbiamo avuto le nostre opportunità per vincere o pareggiare, ma non siamo stati fortunati. Non ci è girata bene come altre volte. Stiamo bene fisicamente e mentalmente, questa arrabbiatura ci gioverà».

PELIZZOLI -E in più questo Piacenza ha una nuova arma: «Il suo arrivo ha avuto un bell’impatto sullo spogliatoio - dice riguardo l’acquisto di Ivan Pelizzoli - è un portiere che vedevamo solo in televisione, ma si è messo a disposizione con grande umiltà. So che ci darà una mano, come lo farà Miori. Ho letto che il gol di domenica è stata colpa sua, ma in realtà, rivedendo le immagini, più che il suo è stato un errore di tutta la squadra».
Marcello Astorri

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