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Cori razzisti: cartellino arancione. Il club: «No comment»

L'avviso della Lega è arrivato forte e chiaro al Piacenza che da oggi non può permettersi più un errore o meglio, ad essere sotto la lente d'ingrandimento sono i tifosi biancorossi e lo stadio Leonardo Garilli. A dirla in sincerità oggi ci si...

L'avviso della Lega è arrivato forte e chiaro al Piacenza che da oggi non può permettersi più un errore o meglio, ad essere sotto la lente d'ingrandimento sono i tifosi biancorossi e lo stadio Leonardo Garilli. A dirla in sincerità oggi ci si aspettava una squalifica del campo, perché la società aveva già ricevuto una diffida per l'accensione di materiale pirotecnico (fumogeni e torce) nelle partite precedenti e gli "ululati" razzisti di domenica scorsa, nei confronti dell'attaccante dell'Inveruno Michel Sarr, si erano sentiti distintamente. In via Gorra dunque si attendevano una decisione dura da parte di Lega e Viminale, che però non è arrivata anche se l'ammonizione del Giudice Sportivo rimane un duro colpo all'immagine di un club che fa della vicinanza al tifoso il punto chiave del suo brand.

In sostanza il campo Garilli è stato squalificato per un turno: tuttavia la pena risulta sospesa in virtù dell'articolo 16 comma 2bis del Codice di Giustizia Sportiva che ha il potere di sospendere le sanzioni. In particolare, nel caso del Piacenza, gli organi di Giustizia Sportiva sottopongono il club a un periodo di prova di un anno. Se in quest'arco di tempo si incorre nella stessa violazione (in questo caso cori di stampo razzista) la sospensione viene revocata e la sanzione si applica in aggiunta a quella comminata per la nuova violazione. In parole povere la cervellotica decisione della Lega (che poteva semplicemente ammonire o punire) è quello che in gergo si chiama: cartellino arancione. Al prossimo coro di stampo razzista o simili (come ululati o discriminazioni territoriali) lo Stadio Garilli verrà chiuso al pubblico piacentino per un tempo da stabilire. Lo stesso discorso, a scanso di equivoci, vale per l'accensione di materiale pirotecnico, fatto per cui il Piacenza è già stato punito tre volte da inizio anno collezionando quasi tremila euro di multa.

C'è poi un risvolto che è naturalmente sociale, che rende questo episodio ancora più antipatico e che non abbiamo intenzione di commentare perché va duramente condannato "senza se e senza ma". Il resto sono chiacchiere. Una piccola parte del pubblico presente domenica allo stadio ha ululato quando Sarr prendeva palla e - come si legge dal referto dell'arbitro - l'episodio è avvenuto per tre volte nel primo tempo e una quarta volta nella ripresa. Il club condanna questo gesto ed è amareggiato per il danno d'immagine: eloquente è il «no comment» dei massimi dirigenti piacentini.

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