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Marco Scianò, direttore generale del Piacenza calcio, con Marco Livelli, amministratore delegato di Jobs

Marco Scianò, direttore generale del Piacenza calcio, con Marco Livelli, amministratore delegato di Jobs

Calcio - La Jobs nuovo partner del Piacenza

Due eccellenze che si uniscono. Da una parte il Piacenza calcio che sta lavorando con serietà e programmazione per tornare ai livelli che gli competono, dall’altra la Jobs, realtà locale e allo stesso tempo internazionale capace di ottenere...

Due eccellenze che si uniscono. Da una parte il Piacenza calcio che sta lavorando con serietà e programmazione per tornare ai livelli che gli competono, dall’altra la Jobs, realtà locale e allo stesso tempo internazionale capace di ottenere commesse in tutto il mondo. Sport e imprenditoria vanno a braccetto perché le realtà sono ambiziose e hanno tutte le intenzioni di continuare a crescere.

Per la prima volta la Jobs lega il proprio marchio a una società sportiva e per farlo sceglie il Piacenza calcio, annunciandolo in un incontro a cui sono presenti Marco Livelli, amministratore delegato della società, Marco Scianò, direttore generale biancorosso, Francesco Monaco, tecnico del Piacenza, il suo secondo Vincenzo Rodia e i giocatori Carmine Marrazzo e Pierangelo Tarantino.

«Dobbiamo ringraziare la Jobs - sono state le parole di Scianò - per averci appoggiato in questa sfida. Siamo due realtà che hanno come obiettivo quello di svilupparsi e noi vogliamo farlo partendo dai giovani per farli crescere da un punto di vista sportivo e culturale. In questo campo la Jobs è un esempio da seguire. Il marchio non comparirà sulle maglie, ma per quanto ci riguarda è comunque importante sentire la vicinanza del gruppo».
Concetto subito evidenziato anche da Livelli. «Produciamo macchine che costruiscono le fusoliere degli aerei o le carrozzerie della Bmw. Non diamo il nostro contributo al Piacenza calcio per una questione di marketing, visto che i nostri non sono clienti locali, ma lo facciamo per dimostrare vicinanza a una città a cui siamo legati. Sono stato tifoso del Piacenza quando militava in Serie A, poi il fallimento della vecchia società ha intristito tutti, perché ci siamo resi conto di perdere qualcosa che non era futile. In Cina ancora adesso ho trovato persone che conoscevano Piacenza per i trascorsi calcistici; l’augurio che posso fare al gruppo biancorossi è quello di continuare a crederci e puntare su una crescita costante».

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