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Viali: «Gran partita». Pagelle: Fumagalli è da 9

E' soddisfatto il William Viali che si presenta nel post partita contro la Reggiana. Bisogna fare un monumento a Fumagalli, altrimenti si starebbe parlando di un altro risultato, tuttavia il Pro Piacenza ha dato la dimostrazione di essere...

William Viali-20
E' soddisfatto il William Viali che si presenta nel post partita contro la Reggiana. Bisogna fare un monumento a Fumagalli, altrimenti si starebbe parlando di un altro risultato, tuttavia il Pro Piacenza ha dato la dimostrazione di essere cresciuto psicologicamente perché prima recupera lo svantaggio, poi rischia di mettere la freccia nella ripresa con Cristofoli e infine reclama un rigore per un sospetto fallo di mano in area sul conclusione di Alessandro. Nel mezzo ci sono i due rigori parati da Fumagalli, che incidono inevitabilmente sul giudizio.

VIALI - «La premessa è che sono soddisfatto, e molto, di come sono andati i miei ragazzi - dice il tecnico dei rossoneri - tuttavia ho visto ancora dei problemi sul piano psicologico. Bene la reazione nella seconda parte del primo tempo e nella ripresa, male invece i primi 5' dopo il loro gol. Abbiamo subito una rete e siamo andati nuovamente nel pallone, come a Padova, rischiando di subire il raddoppio, poi c'è stata una bella reazione ma questa squadra deve maturare proprio lì: spesso abbiamo paura e una volta in svantaggio fatichiamo a riordinare le idee. Per il resto invece sono contento, soprattutto sul piano tattico». Benissimo la difesa che ha retto l'impatto con la grande qualità della Reggiana, meno bene davanti? «Non sono d'accordo - prosegue Viali - la Reggiana ha una qualità mostruosa per la categoria e non possiamo aspettarci di avere cinque o sei palle gol a partita: ne abbiamo avute tre e per certi versi sono fin troppe in gare del genere. Quello che dobbiamo migliorare invece è il cinismo sotto porta, quello sì che va migliorato perché se non era per Fumagalli oggi non portavamo a casa nulla».

ECCELLENTE - Due rigori parati in una sola partita, roba da far girare la testa anche ai migliori. «Ovviamente sono felicissimo delle due parate - spiega Ermanno Fumagalli - anche se ogni rigore è una storia a sé quindi non ho pensato molto a chi avevo davanti. Oggi non era facile prendersi questo pareggio, penso che la squadra abbia dimostrato ancora una volta il proprio valore e alla fine ci toglieremo delle soddisfazioni».

REGGIANA - Ha l'amaro in bocca il tecnico della Reggiana, Alberto Colombo. «Non getto la croce addosso a nessuno - spiega l'allenatore - perché i rigori li sbagliano solo quelli che li calciano, piuttosto preferisco guardare la prestazione che è stata nel complesso buona dimostrando sul campo la nostra superiorità. Certo nel primo tempo siamo andati meglio rispetto alla ripresa, dove invece abbiamo giocato poco per meriti anche del Pro Piacenza che ci ha chiuso tatticamente le vie centrali costringendoci ad andare sugli esterni». Parole sottolineate da Mirco Bruccini: ««Sembra destino - prosegue Bruccini - ma prendiamo di buono ciò che abbiamo fatto, cioè un'ottima prestazione nel primo tempo mentre nella ripresa c'è stata troppa confusione, arrivavamo sulla trequarti del Pro senza riuscire a tirare in porta». Il portiere Simone Perilli invece fa i complimenti a Fumagalli: «Non c'entra se sono stati calciati male - dice il portiere - quando pari due rigori hai sempre fatto qualcosa di importante quindi non posso che complimentarmi con Fumagalli».
Giacomo Spotti

LE PAGELLE DI MATTEO MARCHETTI

Fumagalli 9: due rigori parati sarebbero sufficienti a giustificare il voto. In realtà fa di più, perché si dimostra sicuro su ogni pallone che arriva dalle sue parti. Sul gol non può nulla, un minuto dopo respinge la conclusione a colpo sicuro di Nolé e viene poi aiutato da Bini. Un pomeriggio che ricorderà a lungo. E come lui, ma per motivi opposti, non lo dimenticheranno nemmeno i reggiani.

Rieti 6: nella prima frazione soffre le folate degli avversari. Nella ripresa si fa notare per una provvidenziale chiusura che evita il vantaggio ospite. Fatica soprattutto in avvio, poi inizia a sciogliersi prima di cedere ai crampi (84’ Calandra: sv).

Ruffini 5,5: primo tempo da spettatore non pagante, anche perché la Reggiana dalla sua parte non attacca quasi mai. Nella ripresa diventa più intraprendente, anche se un paio di volte subisce gli affondo degli esterni avversari.

Maietti 5,5: non è una giornata da ricordare per il giocatore rossonero. Soprattutto nei 45 minuti iniziali il centrocampo viene quasi costantemente saltato e diventa difficile trovare il ritmo (68’ Martinez 6.5: contro una squadra quadrata come la Reggiana non è semplice trovare spazi, ma lui ci prova mettendoci vivacità e velocità).

Piana 6,5: al centro non si passa quasi mai, le occasioni pericolose degli ospiti arrivano tutte da folate sugli esterni. Un motivo ci sarà.

Bini 6: il salvataggio sulla linea prima che scocchi il decimo minuto salva la partita del Pro. Attento in marcatura, un po’ troppo ruvido in qualche appoggio. Meriterebbe qualcosa in più se non fosse per il clamoroso rigore che causa con il fallo di mano. Anche se dalla tribuna c’è il dubbio di una precedente azione fallosa ai suoi danni.

Bignotti 6: si fa vedere nel finale, con una conclusione respinta che avrebbe potuto dare la vittoria al Pro Piacenza.

Carrus 5: dovrebbe essere il play del centrocampo piacentino. In realtà nel primo tempo tocca pochissimi palloni e raramente viene cercato dai compagni, saltato dai lanci della difesa. Leggermente meglio nella ripresa, ma complessivamente si limita al compitino.

Cristofoli 7: segna il gol del pareggio nel momento in cui il Pro sembra a un passo dal capitolare e già questo gli vale un bel voto. Fa reparto da solo e non è semplice, prezioso di testa anche in difesa dove calamita tutti i calci d’angolo. Mezzo voto in meno perché ha sui piedi la palla del 2-1 a inizio ripresa e solo davanti al portiere si fa ipnotizzare.

Alessandro 7: i detrattori diranno che in qualche occasione rallenta un po’ troppo il gioco perché gli piace mostrare quanto sia bravo. Può anche essere vero, ma ogni volta che la palla arriva a lui c’è il sentore che possa nascere qualcosa di pericoloso e spesso la sensazione si trasforma in realtà. Tecnica sopraffina, personalità da vendere, cerca palla anche in mezzo a tre avversari che lo pressano. E alla fine ha sempre ragione lui (84’ Rantier: sv)

Aspas 6: anonimo nel primo tempo, qualche buon tocco nella ripresa, ma da lui ci si attende di più.

Viali 6.5: fa sfogare la Reggiana nel primo tempo quando basa la sua costruzione sulle fondamenta composta da una coppia difensiva centrale arcigna e sul duo avanzato in grado di creare mal di testa a ogni occasione. Poi, quando gli ospiti calano, sfrutta tutte le frecce nel proprio arco e per poco non riesce a sorprendere gli avversari.
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