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Pro Piacenza: la salvezza passa dal mercato

Al Pro Piacenza serve un'iniezione di forza che può arrivare solamente dal mercato. Per quanto riguarda gli svincolati la società non ha alcuna intenzione di intervenire, nella sessione invernale invece tre o quattro ritocchi dovranno essere fatti...

Foto Spreafico-149
Al Pro Piacenza serve un'iniezione di forza che può arrivare solamente dal mercato. Per quanto riguarda gli svincolati la società non ha alcuna intenzione di intervenire, nella sessione invernale invece tre o quattro ritocchi dovranno essere fatti, ma molto dipenderà dalla situazione di classifica. Le prime dieci giornate di Lega Pro hanno evidenziato alcuni aspetti positivi e altri che devono essere corretti prima che sia troppa tardi, tuttavia è utile partire dalla considerazione principale: il Pro Piacenza può salvarsi a patto che la dirigenza metta a disposizione di Franzini una faretra con qualche freccia in più perché, al momento, la coperta è corta in ogni reparto.

La fiducia nasce dal fatto che i rossoneri, ultimi in classifica a causa della penalizzazione, sono tra le squadre ad aver vinto più partite (3) di quelle presenti nella parte bassa della graduatoria, è sufficiente consultare i dati nudi e crudi. Quello che manca ai ragazzi di Franzini, semmai, è la capacità di portare a casa il punto quando non si può ottenere di più, in questo senso infatti stride il solo pareggio fin qui ottenuto due settimane fa contro il Prato. A dare energia positiva devono quindi essere le vittorie, i virtuali 10 punti conquistati, sebbene mangiati dal -8 iniziale, stanno a significare che la squadra è in grado di vincere. Inoltre è inutile nasconderlo, il Pro Piacenza è partito azzoppato e realisticamente l'obiettivo è sempre stato quello di ottenere l'accesso ai playout evitando l'ultimo posto che porta alla retrocessione diretta. Obiettivo fattibile perché la diretta rivale, il Santarcangelo, viaggia con tre punti di vantaggio (5) e nei primi due mesi non ha ancora vinto una partita. Salvarsi evitando i playout è invece un pensiero da congelare, sia perché è troppo presto sia perché la penalizzazione influirà inevitabilmente sul traguardo.

E allora è giusta la scelta di Arnaldo Franzini (il tecnico non è assolutamente in discussione nonostante le critiche di qualche dirigente) cioè di puntare a una politica fatta di piccoli passi con la scelta di cambiare modulo - lui che adora il 4-3-3 - per sistemare la difesa. Si accusa la squadra di rinunciare al gioco e dunque a segnare; la Reggiana che è prima in classifica ha segnato solamente due reti in più dei piacentini. La scelta di rivisitare l'impostazione tattica è giusta perché è dettata dalla necessità di allungare una coperta in ogni caso sempre troppa corta. Il principale equivoco tattico riguarda Jacopo Silva, il giocatore bobbiese è sicuramente il migliore in questo inizio di stagione, da centrale difensivo dà sicurezza a tutto il reparto e protegge la porta di Alfonso, ma utilizzarlo nel cuore della difesa corrisponde a lasciare un buco enorme sul piano della qualità a centrocampo: per sistemare la difesa si penalizza il fulcro del gioco.

E qui arriva il secondo problema, senza Silva, con Aliboni che si è smarrito e Matteassi costretto a giocare venti metri più indietro nel 5-3-2, il motore è andato in stallo. La manovra del Pro fatica in fase di costruzione e i nodi si sciolgono solo intervenendo sul mercato per prendere un difensore centrale e restituire Silva al suo ruolo naturale o viceversa. Problemi che si ampliano quando si parla dell'attacco, dove arrivano le note dolenti non tanto per i sei gol messi a segno (solo tre degli attaccanti) piuttosto perché tra i rossoneri non c'è un giocatore in grado di aprire le partite bloccate. La sconfitta con il Savona ne è l'esempio lampante, i liguri non hanno fatto nulla in più dei piacentini per meritare i tre punti, però sull'unica occasione concessa si sono presi il contropiede e Scappini ha deciso l'incontro con una giocata splendida. Nel Pro, se non gira Matteassi, che in ogni caso è fuori ruolo per le necessità tattiche dette prima, davanti è notte fonda. Nessuno è in grado di rompere gli equilibri e anche qui servono almeno due innesti.

Tre o quattro giocatori per non compromettere una stagione che può essere salvata. Franzini ha ragione a sfogarsi contro il "palazzo" per i ripetuti torti arbitrali, la voce però doveva alzarla per prima la dirigenza sulla penalizzazione di 8 punti che ha messo sullo stesso piano, stando alla sanzione, un errore d'ufficio e scommessopoli.

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