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Pro Piacenza - Gardella: «In linea con gli obiettivi»

«Siamo in linea con le aspettative, che poi sono quelle di un punto a partita». Il direttore generale del Pro Piacenza, Angelo Gardella, fotografa così il momento dei rossoneri reduci dall’importante vittoria ottenuta contro il Pontedera - dopo...

Angelo Gardella, direttore generale del Pro Piacenza
«Siamo in linea con le aspettative, che poi sono quelle di un punto a partita». Il direttore generale del Pro Piacenza, Angelo Gardella, fotografa così il momento dei rossoneri reduci dall’importante vittoria ottenuta contro il Pontedera - dopo tre sconfitte consecutive - e lanciati verso la delicatissima partita di domenica prossima ad Arezzo. Pro Piacenza che dovrà fare i conti ancora con l’assenza dell’attaccante Max Pesenti (rimangono due giornate di squalifica da scontare) ma con la ritrovata consapevolezza di avere le carte in regola per puntare a una salvezza diretta.
Il vero problema tra i piacentini è in attacco e non tanto per i numeri - «anche qui siamo in linea con la media», dice Gardella - ma più che altro col fatto che da inizio stagione, Coppa Italia compresa, il Pro Piacenza ha segnato solamente una volta su azione, le restanti reti sono arrivate da palle inattive.

Gardella, il Pro Piacenza è linea con le aspettative?
«Direi di sì, siamo in sintonia con le previsioni che ci siamo dati, cioè di prendere 1 punto a partita in questa prima fase. Dobbiamo ricordare che in avvio abbiamo affrontato Alessandria e Cremonese nelle prime tre giornate, cioè le due favorite del girone e domenica andiamo ad Arezzo».

Si poteva fare di più?
«Onestamente siamo mancati solamente nelle due sconfitte di Olbia e Renate, quest’ultima tra l’altro pesantemente condizionata dall’espulsione di Pesenti alla fine del primo tempo. Per il resto abbiamo sempre giocato».

Ad Arezzo sarà un’altra battaglia.
«Premesso che non ci sono mai partite semplici, ritengo l’Arezzo una squadra da quarta o quinta posizione, è una delle squadre più forti del campionato e l’ambiente che ci aspetta, parlando in termini di tifoseria, aumenterà le difficoltà».



Un solo gol su azione: c’è un problema a creare occasioni da rete?
«A creare occasioni da gol no, piuttosto direi che dobbiamo migliorare nel concretizzare quello che costruiamo. Contro il Pontedera abbiamo avuto quattro palle gol e alla fine l’abbiamo dovuta sbloccare su calcio di rigore, lo stesso discorso vale per Olbia e Renate dove non abbiamo capitalizzato quanto creato».

La sensazione è che questo Pro Piacenza abbia le carte per arrivare alla salvezza senza i playout?
«La squadra lavora serenamente e può salvarsi, chiaro che il girone è molto competitivo e dunque mettiamo in conto che ci sarà da soffrire: il campionato è lungo».

Come si trova da direttore generale?
«Sono al Pro Piacenza già da tre anni, quest’anno nella carica da DG, tuttavia non ho sentito molto il cambiamento. Qui al Pro è come una famiglia, conosco da tempo tutti i ragazzi e abbiamo formato un bel gruppo».

Soddisfazioni dal settore giovanile?
«Contiamo circa 250 bambini e tutte le squadre dalla Berretti alla Scuola Calcio. Sono formazioni valide che possono darci delle soddisfazioni. Negli anni passati abbiamo lanciato Visconti all’Inter e Agnelli al Sassuolo, la speranza è ovviamente quella di tirare fuori anche qualche ragazzo da inserire nella prima squadra».
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