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Pro Piacenza - Burzoni: «Orgoglioso dei 51 punti», ma il futuro del club resta incerto

Serata di festa in casa rossonera con un centinaio di invitati. Il presidente dispensa elogi per tutti ma non parla del futuro della società. Intanto Fumagalli, Bini e Cardin sono entrati nel mirino del Piacenza. Il 20 maggio incontro tra i soci?

Foto di gruppo per i giocatori nella cena di fine stagione

Clima amichevole, con un centinaio di invitati, al Ristorante Galileo di Gariga per la cena ufficiale di fine stagione del Pro Piacenza. Presente la squadra al gran completo, dirigenti del club (assente Tacchini), i ragazzi della sede, il presidente della Figc Luigi Pelò, il presidente degli arbitri Domenico Gresia e l’assessore allo sport Cisini. Tra gli invitati anche il dirigente Team Manager dell’Inter, il piacentino Fabio Pinna.
Burzoni ha omaggiato i presenti con un piccolo e gradito regalo, poi nel discorso di fine anno si è complimentato con tutta la società, collaboratori, squadra e mister per il risultato ottenuto: «Abbiamo fatto 51 punti giocando a calcio, di questo ne vado davvero fiero» senza accennare minimamente alla vicenda delle quote societarie, d’altronde ieri sera doveva essere un momento di gioia per tutti e così è stato.

Sostanzialmente, dunque, non ci sono grosse novità dopo la sfuriata della scorsa settimana. Il tema era quello noto da tempo, cioè la guerra interna dei soci che è arrivata a un punto di rottura: o si trova una soluzione oppure il futuro del club inizia a traballare. Evidenziato che il Pro è una società sanissima - dal punto di vista fiscale e del bilancio è un orologio svizzero - la partita si gioca da mesi sulle quote societarie e i pensieri di Burzoni si possono riassumere in una sua frase: «A oggi finanzio una società di cui non sono proprietario perché posseggo solamente il 50% delle quote. Qualunque cosa io voglia fare non posso farla e Tacchini, proprietario del restante 50%, vuole essere liquidato per cedermi la sua parte. Io non ci sto, o me le regala visto che finanzio tutto io, oppure il mio impegno nel Pro Piacenza termina a giugno».
Le frasi dure non hanno prodotto - almeno sulla stampa - una reazione di Tacchini che non ha ancora rilasciato dichiarazioni. Frasi che hanno avuto - probabilmente - un brutto riflesso sulla squadra: i rossoneri avevano i playoff in mano e li hanno gettati al vento con gli sciagurati ultimi 20’ di Siena.

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