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Nicola Pozzi: «Voglio solo tornare a divertimi»

Entusiasmo, voglia di far parte di un progetto condiviso e ritrovare il gusto di giocare a calcio, che poi è la cosa più importante a livello personale. Così si è presentato oggi il neoacquisto del Pro Piacenza, Nicola Pozzi, che in mattinata ha...

Nicola Pozzi con il direttore generale Angelo Gardella
Entusiasmo, voglia di far parte di un progetto condiviso e ritrovare il gusto di giocare a calcio, che poi è la cosa più importante a livello personale. Così si è presentato oggi il neoacquisto del Pro Piacenza, Nicola Pozzi, che in mattinata ha firmato un accordo con il club rossonero fino al 30 giugno 2017, «dopodiché vedremo» - aggiunge lui.
Considerato come un talento del calcio italiano, Pozzi ha dovuto fare i conti con una carriera martoriata dagli infortuni (in particolare alle ginocchia): «Questo è il mio nuovo anno zero» e l’ambiente famigliare del Pro Piacenza sembra l’ideale per ritrovarsi a 30 anni. Ritrovarsi e non rilanciarsi: «Non devo riconquistare una carriera, solo me stesso».

Come è andato il primo giorno in rossonero?
«Positivo, l’ambiente sembra una famiglia e permette di lavorare con serenità e tranquillità. Il primo impatto è ottimo, i ragazzi hanno trasmesso entusiasmo anche a me, che ne avevo bisogno».

Cosa ci fa uno col tuo curriculum in Lega Pro?
«La verità è che ho bisogno di ripartire e soprattutto di rimettermi in discussione, quindi ringrazio il Pro Piacenza per avermi dato questa possibilità».

Perché il Pro Piacenza?
«Cercavo un contesto così, dove è possibile lavorare bene. Quando mi hanno chiamato mi hanno trasmesso una fiducia di cui, onestamente, ho bisogno e quindi sono stato felicissimo di accettare».

La tua è una carriera martoriata dai problemi, però non hai mai mollato.
«E’ vero, ma fa parte del gioco, e poi non ho avuto fortuna da questo punto di vista. Sono contento del mio percorso, fa parte della vita superare le sfide e quella con il Pro Piacenza è un’altra bella sfida. Sarà difficile, nulla è scontato e sono indietro di condizione: ogni giorno dovrò migliorare e crescere per dare una mano alla società».

Ti piace il progetto?
«Credo in ciò che mi è stato prospettato. Sicuramente mi hanno convinto le parole di Fulvio Pea, che conosco per averlo affrontato tante volte da avversario. Le sue parole mi hanno trasmesso ciò di cui avevo bisogno, e poi sono stati fantastici anche il presidente e il direttore. Ho dato la massima disponibilità, non sono qui per rubare soldi, voglio solo l’opportunità di tornare a divertimi».

Prima volta in Lega Pro?
«L’ho fatta a 16 anni, è un campionato in cui conta prevalentemente la voglia di sudare e correre, dopo arrivano gli altri valori, quelli tecnici e tattici. Ci sono ottimi giocatori e si rischia di fare delle figuracce se non si è pronti. Ci saranno dei momenti di difficoltà, ne sono consapevole, ma ora voglio solo recuperare il terreno perso nei confronti di chi si allena da luglio».

E' nuovo anno zero di Nicola Pozzi?
«Hai detto bene. Anno zero nel senso che voglio tornare a divertirmi, per me stesso e non per dover riconquistare chissà che cosa in carriera. Voglio sentirmi parte integrante di un progetto, essere utile alla società e a me stesso, per la mia grande passione che è il calcio».

Nicola Pozzi sarebbe contento a maggio se?
«Prima di tutto che il Pro Piacenza raggiunga la salvezza. Personalmente di sentirmi nuovamente calciatore: sarebbe fantastico incastrare le due cose. Chiaro che ci vorrà un po’ di fortuna e tanto lavoro perché, ripeto, i primi periodi saranno difficili».

A Genova tutti i quotidiani hanno subito battuto la notizia della tua firma col Pro Piacenza: sponda Sampdoria sempre nel cuore?
«Ho un legame particolare con la parte blucerchiata di Genova, tra l’altro bellissimo perché il mio rapporto con i tifosi della Sampdoria è venuto da solo. Ho avuto l’onore di vestire quella maglia, mi sento sampdoriano e li seguo sempre quando posso, lì sono nate le mie figlie e ho tanti amici. Sono stati cinque anni intensi in cui abbiamo vissuto gioie e dolori col popolo doriano, tuttavia il mio presente oggi si chiama solo Pro Piacenza».
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