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Il calcio è sempre in ritardo e si spacca anche sulla ripresa dell'Eccellenza

Sei passaggi (e settimane di discussioni) per inserire il campionato in quelli "di preminente interesse nazionale". Intanto ci sono territori in cui nessuno vuole ripartire, altri in cui chiedono di tornare in campo oltre i due terzi delle società

In questa fase di incertezze continue, che dura ormai da oltre un anno, sembra esserci un solo punto fermo: il calcio dilettanti non azzecca i tempi giusti. Che sia sfortuna o altro è difficile da analizzare, ma i vertici del pallone fanno una fatica incredibile a collocare nei momenti corretti le proprie decisioni. Tutto è iniziato lo scorso anno: a fine agosto era possibile giocare, il virus aveva concesso una tregua in attesa della prevista (lo dicevano tutti gli esperti) seconda ondata di fine ottobre-inizio novembre. Invece cosa succede? Di rinvio in rinvio si salta a piedi pari tutto il mese di settembre per iniziare l’11 ottobre, con la Coppa partita il 27 settembre, fermando tutto dopo quindici giorni. Ora succede più o meno la stessa cosa e si discute di far riprendere l’Eccellenza in una fase in cui il virus è tornato a colpire in modo duro e almeno per le prossime settimane anche se si dovesse riprendere si andrebbe probabilmente incontro a rinvii e mutilazioni di un calendario già di per sé ridotto.

Uno dei problemi principali è il sistema elefantiaco. Ci si lamenta della burocrazia italiana, ma per ottenere la definizione di campionato “di interesse nazionale” il calcio ha vissuto la bellezza di sei passaggi. I comitati regionali hanno sentito le società ed espresso la loro idea alla Lega Nazionale Dilettanti, che si è riunita, ha fatto una sintesi e l’ha avanzata alla Figc. La Federazione ha passato il tutto al Coni che dopo aver approvato ha rimandato la palla alla Figc la quale, dopo una seconda approvazione, l’ha rispedita nel campo della Lnd. Adesso l’ultimo passaggio, con la decisione definitiva della Figc, chiamata ad esprimersi per tre volte praticamente sullo stesso argomento. Il risultato? Con una circolazione del virus che cambia nel giro di una settimana si sta discutendo da un mese su una definizione. Logico che o si snellisce il sistema oppure si arriverà sempre in ritardo e si sarà costretti a rincorrere.

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