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Momenti di terrore, giocatore dell'Alsenese salvato con il massaggio cardiaco

Il medico interviene dopo un fortuito scontro che aveva fatto perdere conoscenza a un calciatore. Trasportato in eliambulanza a Parma le condizioni sono notevolmente migliorate, tanto che in serata ha scritto direttamente sul gruppo whatsapp della squadra

Attimi di terrore durante Alsenese-Vigolo, valida per la giornata d’esordio di Prima categoria. Intorno al 60’, in seguito a un fortuito scontro aereo, un giocatore classe 1988 dei padroni di casa stramazza al suolo colpito alla tempia. Immediatamente tutti i calciatori in campo e gli spettatori in tribuna (fra cui anche il padre e la madre del giocatore) si rendono conto che la situazione è molto grave; il ragazzo ha perso i sensi e sembra anche che il cuore si sia fermato. Il medico sociale dell’Alsenese, il dottor Tamarri, si precipita in campo a prestare i primissimi soccorsi, pratica il massaggio cardiaco mentre altri tesserati corrono a prendere il defibrillatore. In pochi istanti vengono attaccati gli elettrodi del preziosissimo strumento salvavita (da qualche mese obbligatorio in tutti gli impianti sportivi) che però segnala l’inutilità della scossa perché il cuore ha ripreso a battere e nel giro di qualche minuto il ragazzo riprende conoscenza. All’arrivo dell’ambulanza, prontamente avvisata attraverso il 118, il giocatore parla e si ricorda quanto accaduto, però presenta un ematoma alla fronte piuttosto esteso, così i sanitari decidono di far intervenire l’eliambulanza che trasferisce lo sfortunato giocatore all’ospedale di Parma. da dove, fortunatamente, in serata arrivano notizie positive. «Lo stesso ragazzo - racconta Edoardo Guarnieri, tecnico dell’Alsenese - ha inviato una sua foto sul gruppo di whatsapp della squadra tranquillizzandoci. Abbiamo tirato tutti un sospiro di sollievo perché sono stati davvero momenti terribili. In vita mia non avevo mai vissuto un momento simile, per fortuna tutto sembra essersi risolto per il meglio».

La gara, dopo l’infortunio, è stata sospesa intorno al 60’. «Per quanto ci riguarda - racconta Guarnieri - non avremmo comunque continuato a giocare, visto quanto avevamo passato. Ma anche l’arbitro e i tesserati del Vigolo hanno capito la situazione; in quel momento non aveva senso proseguire una partita dopo quanto successo. Nessuno di noi pensava più al calcio, speravamo solo che il nostro compagno si riprendesse».

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