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Venerdì, 27 Maggio 2022
Dilettanti

Bufera social sulla sospensione dei campionati di calcio. «Un messaggio sbagliato per i vaccinati». E ancora: «Si torna al Medioevo dell'era Covid»

Gli appassionati, ma soprattutto tantissimi genitori, contrari alla decisione di far slittare fino al 27 febbraio la ripresa delle gare ufficiali. «I contagi sono risaliti quando l'attività era ferma»

La decisione di sospendere i campionati e le Coppe del calcio dilettanti e giovanile in Emilia-Romagna fino al 27 febbraio ha scatenato un nuovo putiferio via social. A prendere posizione tanti appassionati ma soprattutto moltissimi genitori, che scrivono lamentando le opportunità tolte ai propri figli in questo momento particolarmente difficile che dura ormai da anni.

Prima di riportare una sintesi dei commenti va peraltro precisato che la decisione di rinviare la ripresa delle gare ufficiali di ulteriori quindici giorni rispetto alla data inizialmente prevista è stata definita dopo una riunione a cui sono intervenute le società di Promozione e dunque non è difficile prevedere che sia stata caldeggiata dalla maggioranza dei club interessati.

Su facebook c’è chi non capisce la disparità di trattamento fra i vari territori: “In Campania si gioca domenica” e anche chi sottolinea come lo sport sia uno degli elementi fondamentali per la crescita dei più giovani “Adesso scuola, studio e poi magari un paio d’ore di Playstation”.

Per qualcuno si tratta di “rovinare la gioventù ai ragazzi” altri chiariscono che i contagi sono aumentati quando l'attività era bloccata: “Fino a novembre si è giocato tranquillamente. Poi a campionati e allenamenti fermi sono ripresi i contagi. Solo questo dato dovrebbe far riflettere: non sono allenamenti e partite a peggiorare la pandemia”.

Altro punto focale è che molti non capiscono neppure il motivo per cui questa decisione venga presa nel bel mezzo di una campagna vaccinale che, stando agli esperti, sta dando risultati importanti rendendo la malattia meno pericolosa. “E’ stato stilato un protocollo che rendeva obbligatoria la vaccinazione per chi vuol fare sport. Noi abbiamo seguito le regole, i nostri figli sono vaccinati e adesso si sospendono nuovamente i campionati. In questo modo si evidenzia uno stato di confusione senza eguali con decreti e regole che si sconfessano il giorno successivo all’emanazione. Fra l’altro è stato dimostrato che il rischio di trasmissione per chi pratica sport all’aperto è bssissimo. Praticamente si è tornati alla situazione prevaccinale e poi se i ragazzi non vanno a giocare secondo voi restano chiusi in casa? Assolutamente no. Escono e si trovano nei campetti, allora non è meglio farli giocare con società in cui sono sicuramente più controllati? Mi sembrano scelte incomprensibili, inappropriate e inadeguate”.

Qualcuno riporta una frase di Draghi della scorsa estate secondo cui il Green pass, ora obbligatorio per svolgere attività sportiva (e non solo), sarebbe stata “una misura con cui gli italiani possono continuare ad esercitare le proprie attività e a divertirsi”. E infatti le ultime intenzioni del governo sembrano essere quelle di alleggerire alcune restrizioni (in caso di quarantena e nelle scuole) per i vaccinati. “Chi invece offre possibilità di giocare all’aperto va in direzione contraria e torna al Medioevo dell’era Covid”. Si sottolinea la scarsa pericolosità dello sport e soprattutto un blocco poco comprensibile per chi ha effettuato due o addirittura tre dosi di vaccino. “E’ un messaggio sbagliato per chi è vaccinato e per chi si deve ancora vaccinare”.

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