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Serie D - Fiorenzuola, domenica arriva il Castelvetro e la corsa alla vetta deve riprendere

Alla vigilia della gara del Comunale parla il ds Di Battista: «Flessione fisiologica di risultati, non certo di prestazioni. Il nostro punto di riferimento deve essere il Rimini, non le squadre che sono alle nostre spalle»

Deve essere ancora l’aggancio al Rimini, non semplicemente il mantenimento della zona play-off, l’ossessione presente e futura del Fiorenzuola, che domenica 4 febbraio (ore 14,30) torna al Comunale per sfidare il Castelvetro e per ritrovare quel successo che manca ormai da cinque partite. Questo il pensiero di Simone Di Battista, uno degli artefici del “miracolo” Fiorenzuola (perché, nonostante la recente flessione, i rossoneri sono ancora secondi in classifica e di miracolo bisogna continuare a parlare). Alla base del sensazionale girone di andata dei rossoneri c’è infatti, prima di ogni altra cosa, la campagna acquisti dell’ex dirigente del Borgosesia, a partire dalla scelta di Alessio Dionisi come timoniere di un gruppo che, dominando a lungo il campionato, ha stupito tutti.

“Il nostro punto di riferimento – spiega Simone Di Battista – deve essere il Rimini, non certo le squadre che sono alle nostre spalle. Dobbiamo avere l’ambizione di tornare a infastidire la prima in classifica, questo deve essere il nostro primo pensiero per il presente e per il futuro”.

Ma le cinque partite partite senza vittorie come se le è spiegate?

“Me le sono spiegate come una flessione fisiologica di risultati, non certo di prestazioni. Nonostante le assenze, con il Rimini abbiamo giocato meglio dei nostri avversari e abbiamo perso la partita per un’ingenuità. Mentre con Correggese, Tuttocuoio e Sasso Marconi siamo stati noi a fare la partita, ma, a causa di errori arbitrali o errori nostri, non siamo mai riusciti a capitalizzare la nostra superiorità. L’unico risultato che ritengo equo, per quanto visto in campo, è il pareggio di Piancastagnaio”.

Capitolo mercato: i tifosi si aspettavano qualcosa in più oltre agli arrivi dei due giovani Cesari e Perrotti.

“Voglio essere chiaro: la società ha mostrato una grande disponibilità per un ulteriore sforzo sul mercato, ma la scelta di non fare altri movimenti in entrata è stata esclusivamente mia, me ne assumo tutte le responsabilità. Il presidente Pinalli e gli altri dirigenti, che erano di un altro avviso, mi hanno ascoltato e hanno capito la mia posizione. Prima di tutto credo che non sarebbe stato onesto andare a stravolgere gli equilibri di un gruppo che, a detta di tutti, nel girone di andata è andato oltre ogni più rosea aspettativa. In secondo luogo ho un grande rispetto del denaro e, a mio avviso, non c’erano le condizioni per trovare un giocatore che facesse davvero al nostro caso. Comprare tanto per comprare non rientra nel mio modo di agire. Voglio anche dire che non finirò mai di ringraziare i tifosi per l’entusiasmo e l’attaccamento che ci stanno dimostrando: loro è giusto che sognino, per quanto mi riguarda, come dirigente, è giusto che ponderi per bene ogni scelta”.

Come mai, la scorsa estate, ha scelto di continuare a lavorare con mister Dionisi, che già aveva avuto a Borgosesia?

“Perché lo considero un predestinato, lo vedo entro pochi anni ad allenare tra i professionisti. E’, prima di ogni altra cosa, una persona educata e intelligente. E poi, ovviamente, un grande allenatore, che lavora ogni giorno per migliorare i giocatori in funzione della squadra. E’ un meticoloso, al quale non sfuggono le sfumature”.

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