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Pontolliese - La lettera dei genitori del ragazzo che insultò l'arbitro: «Gli Chiediamo scusa, il ragazzo ha capito di aver sbagliato»

«Pensiamo che questo episodio sia stato per lui e per tutti i compagni, un insegnamento e siamo rasserenati dal fatto che abbia riconosciuto di aver sbagliato e se ne sia preso la responsabilità».

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera inviataci dai genitori del giovane giocatore della Pontolliese Gazzola, squadra Under 15, che una settimana fa si è reso protagonista di uno spiacevolissimo episodio durante una partita nei confronti un giovane arbitro. Fatto che portò alla Pontolliese Gazzola un’ammenda di 500 euro perché “al termine della partita, mentre si accingeva a fare la doccia, l'arbitro udiva dei calciatori della società Pontolliese Gazzola urlare "Campi di cotone, questa!" e un altro calciatore ribattere "Campi di concentramento”!”.
L’autore non fu identificato sul momento - si leggeva nel comunicato stampa del direttore di gara - e quindi a essere ritenuta colpevole fu la società, autore che successivamente fu identificato dalla club e oggi, i genitori, ci fanno arrivare questa lettere di scuse.

Essendo i protagonisti dell’episodio minorenni omettiamo i nomi per scelta editoriale.

"Gentile arbitro:
In quanto genitori e responsabili del giocatore minorenne della categoria giovanissimi della società di Pontedellolio, le scriviamo per chiederle scusa per l'episodio che si è verificato dopo la partita di sabato scorso, da lei arbitrata. La frase pronunciata nei suoi riguardi da nostro figlio è stata irrispettosa e offensiva e ne siamo dispiaciuti, perché siamo consapevoli di quanto battute di questo genere provochino rabbia e disagio, portando alla memoria episodi storici di cui il genere umano non può che vergognarsi. Ci teniamo a farle sapere che siamo assolutamente distanti in famiglia da pensieri di questo tipo e che non abbiamo fatto passare inosservata questa frase detta con leggerezza. Pensiamo che questo episodio sia stato per lui , e per tutti i compagni, un insegnamento e siamo rasserenati dal fatto che abbia riconosciuto di aver sbagliato e se ne sia preso la responsabilità... La vita è un continuo cammino di apprendimento, presa di consapevolezza, maturazione...per i ragazzi e per gli adulti. Ci piacerebbe portare a lei, ma in generale a noi tutti come comunità, una riflessione: viviamo in una società dove spesso, quando c'è un problema, si sostituisce al dialogo (quello vero, in cui ci si guarda negli occhi con umanità), la denuncia su stampa e social...sicuramente ci sentiremmo meglio se riuscissimo ad andare controcorrente: ricordarci che siamo tutti umani, con le nostre difficoltà di vivere e i nostri limiti, e quindi rimanere nel mondo reale, parlare, anche discutere, litigare, e magari trovare compromessi e magari chiedersi scusa, ma faccia a faccia, ben avendo compreso come i meccanismi dei media riescano a distorcere ed imbruttire i fatti. Con rispetto e cordialmente le auguriamo un sereno avvenire nel calcio e nella vita".

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