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Il Calendasco è l'altra regina di Terza Categoria. Il DS Paolo Bordi: «Bravi tutti, vittoria voluta e meritata»

Il direttore sportivo racconta la stagione del Calendasco, promosso in Seconda Categoria insieme al Real Chero. «I complimenti sono per tutti i ragazzi, risultato eccellente, e anche per il Borgonovo che è rimasto lì fino alla fine. Ambizioni? Andiamo con calma, ma ci sono»

Il Calendasco 2017/2018, il ds Bordi è il primo in alto da sinistra

Dopo il Real Chero arriva anche il Calendasco. Aprile ci regala le due formazioni che hanno vinto i rispettivi gironi di Terza Categoria e nella stagione 2018/2019 si presenteranno ai nastri di partenza della Seconda. Una novità per entrambi, visto che il Real Chero (Girone B) era all’esordio assoluto mentre il Calendasco (Girone A) del presidente Vignati è la prima volta nella sua storia che vince il campionato; la precedente ascesa in Seconda era arrivata grazie alla vittoria in Coppa.
Una promozione aspettata e cercata per il Calendasco, che ha festeggiato mercoledì mentre stava giocando la gara di Coppa Provinciale contro il Bobbio 2012 (persa 5-4, il Bobbio va in finale contro il Real Chero). A partita iniziata è arrivata la notizia della sconfitta - nel recupero - del Borgonovo sul campo del Gragnano, ko che ha regalato la promozione al Calendasco con due giornate di anticipo sulla fine del campionato (+5, ma il Borgonovo deve osservare un turno di riposo).
Raggiante il direttore sportivo Paolo Bordi - «complimenti a tutti i ragazzi, al mister e alla società per il risultato ottenuto» - che nel corso della stagione si è addirittura tolto lo sfizio di scendere in campo e segnare una rete, insomma il lupo perde il pelo ma non il vizio - «eravamo in difficoltà numerica e siccome sono ancora tesserato ho giocato due gare, contro il Borgonovo ho sbagliato un paio di occasioni ma contro l’Atletico San Nicolò no».

Partiamo dall’obiettivo: missione compiuta nel migliore dei modi?
«La promozione in Seconda Categoria era il traguardo di inizio stagione, tuttavia non è stato facile perché abbiamo costruito una squadra praticamente nuova e amalgamare sette, otto giocatori non è semplice».

Calendasco che è partito con il freno a mano tirato. Poi?
«Diciamo che, per il discorso fatto prima, abbiamo iniziato a ingranare dalla sfida di andata contro il Borgonovo. Da quel momento, fino alla partita di ritorno, abbiamo fatto dieci vittorie e un solo pareggio: direi che la differenza è stata tutta lì».

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