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Fiorenzuola - Luigi Pinalli: «Il menefreghismo di pochi non può mettere in crisi i sacrifici di tanti»

Il numero uno del club rossonero: «Giusto fermare tutto, calcio compreso. Cosa chiedo alla LND? Sanno già cosa possono fare per alleggerire la crisi che colpirà le società della Serie D»

Il presidente del Fiorenzuola, Luigi Pinalli

Si ferma tutto in casa Fiorenzuola, allenamenti compresi. A fare il punto della situazione è il presidente della società rossonera, Luigi Pinalli, che non ha dubbi nel mettere in secondo piano il calcio davanti a un’emergenza che, da lunedì sera, ha portato l’Italia intera a fermarsi.
«Sono misure che condivido - ci spiega il numero uno del Fiorenzuola - purtroppo la verità è che all’inizio l’abbiamo presa alla leggera, in particolare quando il virus era in Cina non avevamo idea di che cosa succedeva realmente e sono pienamente d’accordo con la decisione di fermare anche il calcio».
Fiorenzuola che al momento si trova al secondo posto in classifica ma non c’è idea di quando si riprenderà, la Serie D lunedì ha giocato d’anticipo bloccando il campionato almeno fino al 3 aprile - dopodiché si faranno adeguate valutazioni - ed è stata seguita a ruota poi da Coni, Governo e oggi il blocco sarà sancito nella riunione straordinaria della Figc.
«Diciamo che la Serie D si è fermata subito perché più agile rispetto ad altre categorie superiori, in Serie D non ci sono interessi economici. Tuttavia credo che, in questo caso, si debbano anche “calpestare” questi interessi, giusto dunque stoppare tutto perché dobbiamo preservare la salute di tutti, in particolare dei nostri nonni o genitori che sono i più colpiti dal Covid-19». E il Fiorenzuola? «Abbiamo fermato tutto, allenamenti della prima squadra compresi e ovviamente le giovanili».

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