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Eccellenza - L'Agazzanese di mister Nicola Binchi ai nastri di partenza: «Porto qui il mio concetto di gioco»

Il nuovo tecnico arriva dalla Juniores Nazionale del Fiorenzuola. Domenica l'esordio in campionato contro una delle favorite, la Piccardo. «Arrivo per proporre la mia idea di calcio impostando dal basso. E' il mio credo e mi hanno preso per questo»

Nicola Binchi, in maglia azzurra, durante un allenamento della nuova stagione con l'Agazzanese

striscione_marchini_2018-a1_s-2La voce forte, simpatica e squillante dall’altra parte della cornetta tradisce un grandissimo entusiasmo, se Nicola Binchi riuscirà a trasmetterne anche solamente la metà alla sua squadra allora sarà già a buon punto. Perso Sandro Melotti, che ha sfiorato la promozione in Serie D ed è andato ad allenare Bobbiese, l’Agazzanese per la stagione di Eccellenza 2019/2020 si è tuffata su uno dei profili più promettenti e intriganti in circolazione, Nicola Binchi, che aveva appena rinnovato con la Juniores Nazionali del Fiorenzuola ma l’occasione di allenare in Eccellenza era unica e così - grazie anche alla comprensione del Fiorenzuola stesso - è stato liberato dalla società e ha potuto dire «sì» alla corte serrata di Ghidini e Francani.

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Il passaggio dai giovani Juniores, che puoi plasmare umanamente e sportivamente, a una prima squadra chiamata a degli obiettivi precisi che rispondono spesso al risultato non è certamente dei più semplici. «A dire il vero non è stato così, qui ad Agazzano ho trovato una squadra con dei vecchi o meglio, adulti - precisa ridendo Binchi e aggiungendo che sono più giovani di lui -, che mi stanno dando la massima disponibilità nel seguirmi e devo dire che mi sto divertendo tantissimo. L’anno scorso il mio amico Melotti ha fatto un lavoro a dir poco eccezionale e si è anche visto. Io arrivo per proporre la mia idea di calcio giocato, impostando, manovrando. E’ chiaro che ci sono dei rischi però è il mio credo e mi hanno preso per questo».
Bel gioco e risultato vanno di pari passo ma spesso è anche vero il contrario. «La società non mi ha chiesto obiettivi particolari se non il mantenimento della categoria, chiaro che puntiamo a di più, tuttavia la dirigenza è stata eccezionale e non mi ha messo alcuna pressione. Sappiamo che affrontiamo un campionato in cui ci sono società che hanno speso cifre folli ma il calcio esprime un giudizio solo, che è il campo e la scorsa annata dell’Agazzanese è lì a dimostrarlo: è arrivata fino agli spareggi per la Serie D contro squadre che sulla carta avevano speso molto di più».

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