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Dilettanti - Il San Rocco è fermo ma in trasferta deve giocare. Il presidente Vitrò: «Mai successo in dieci anni»

Sono gli effetti dell'ordinanza della Lombardia. La società è bloccata con gli allenamenti e le partite interne ma essendo iscritta alla Figc emiliana deve giocare in trasferta. «Abbiamo chiesto di avere dei rinvii o delle inversioni di campo».

Quella di Giovanni Vitrò, presidente del San Rocco (Seconda Categoria), è un’analisi lucida e pacata ma che evidenzia la problematica enorme della sua società: di fatto è in Lombardia e quindi soggetta alle restrizioni che hanno imposto la chiusura di tutta l’attività dilettantistica ma, essendo nella pratica iscritta alla Figc di Piacenza, si trova esattamente a metà del guado, per il momento.
Domenica il San Rocco ha giocato sul campo della Turris, a Piacenza in via Angusossola, perché può venire a giocare sul nostro territorio: «Già per il prossimo turno contro la Salicetese - spiega Vitrò - abbiamo chiesto il rinvio alla Figc di Piacenza perché ci troviamo nell’impossibilità di aprire giocare visto che lo vieta l’ordinanza della Lombardia».

Un problema che si protrarrà anche nelle prossime settimane, la chiusura del calcio dilettantistico in Lombardia infatti è previsto fino al 6 novembre e quindi, almeno fino a quella data, andrà trovata una soluzione a partire dagli allenamenti. «Nemmeno questi possiamo fare, siamo totalmente bloccati però la prima squadra, iscritta al piacentino, deve giocare. E’ la prima volta che mi capita in dieci anni. Per dirla con una battuta: siamo organizzati che non siamo organizzati. Non possiamo nemmeno allenarci perciò abbiamo due soluzioni: o ci danno il rinvio delle gare interne oppure ci viene consentita l’inversione di campo per la gare che in teoria dovremmo disputare in casa».
Non è facile però giocare e non allenarsi. «Se ci concedono i rinvii magari staremo fermi per un periodo, altrimenti se dobbiamo scendere in campo troveremo una soluzione per allenarci su un campo a Piacenza. Sul fronte delle giovanili, pulcini, esordienti e juniores, siamo totalmente bloccati. Dispiace perché il San Rocco rappresenta una valvola di sfogo per i giovani del nostro paese e, nel nostro piccolo, avevamo anche fatto un investimento sulla struttura per adeguarla al protocollo e metterla in sicurezza». Contattati da noi poco dopo, alla delegazione provinciale della Figc hanno fatto sapere che stanno studiando il caso e cercando di capire come venire incontro al problema del San Rocco

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