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Dilettanti - Il presidente Simone Alberici risponde al ricorso di Braiati: «Non accetta la sconfitta»

Il neo eletto numero uno del Comitato Regionale dell'Emilia Romagna: «E' lui ad aver voluto l'assemblea e la votazione online, ora si lamenta in base a motivazioni che francamente non reggono. Spiace dover perdere tempo su questa cosa»

Simone Alberici

Non è ancora terminata la battaglia per la poltrona da presidente del Comitato Regionale Figc Emilia Romagna o meglio, per il numero uno eletto secondo le votazioni della scorsa settimana, Simone Alberici, la partita è conclusa mentre il presidente sconfitto e uscente, Paolo Braiati, tenta l’ultimo exploit giocandosi la carta del ricorso.
Il riassunto dei fatti è semplice, secondo Braiati la modalità di voto online non è stata chiara in alcuni termini: a votare sono stati quelli che ne avevano realmente diritto (o i delegati) oppure, essendo da remoto, qualcuno di diverso? E’ in sostanza la domanda che si pone Braiati e su questa ha fatto poggiare il suo ricorso, stimolato dal fatto di aver raccolto, in sede di presentazione delle liste, più firme di Alberici, ma durante le votazioni il risultato è stato letteralmente ribaltato, Alberici infatti ha vinto con una larga maggioranza. A margine, tuttavia, occorre precisare che la raccolta di una firma non equivale a un voto: si può “concedere” una firma per permettere a una persona di presentare la sua lista, tuttavia la firma non equivale a una “promessa” di voto.

La vicenda è emersa dal quotidiano La Verità ed è stato lo stesso Braiati, nella serata di martedì, a confermarci non solo di aver presentato il ricorso ma anche i motivi appena descritti. A stretto giro di posta è intervenuto l’ufficio Crer con una nota stampa: “La modalità di voto da remoto è stata oggetto di impugnazione da parte del presidente uscente Paolo Braiati” per poi aggiungere “questa modalità di voto era stata confermata dallo stesso Braiati”.
A tornare sull’argomento, oggi, è proprio Simone Alberici. «Onestamente rimango basito da questo ricorso. Dispiace che Braiati l’abbia fatto contestando un’assemblea indetta e avallata da lui stesso. La sensazione è che non voglia accettare il verdetto di un’assemblea bella, lunga, partecipata e in cui ho vinto con 298 voti contro i suoi 167. Credo ci sia poco da contestare».
Alberici poi va oltre e si pone anche lui una domanda: «Se Braiati avesse vinto, avrebbe contestato la formula della votazione da remoto? E anche il discorso delle firme raccolte per presentarsi sinceramente non regge. E’ vero che lui ne ha raccolte più di me, ma solo perché io mi sono fermato una volta raggiunta la soglia delle 200, non avevo motivo di andare oltre avendo già raggiunto l’obiettivo. Inoltre, una firma non è una promessa di voto».
In sostanza conclude Alberici: «Dispiace perdere tempo su una cosa del genere, ricordo che l’elezione si è fatta online perché Braiati, da presidente in carica, non solo si attivato con un quasi un mese di ritardo ma anche perché non è riuscito a trovare una sede idonea per la votazione in presenza».

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