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Dilettanti - Giocare solo il girone di andata tra marzo e maggio? Ecco nel dettaglio l'ipotesi e perché è fattibile

Tra le quattro proposte presentate alle società c'è quella di giocare solo un girone nelle 13 domeniche di marzo, aprile e maggio e poi dare vita a playoff e playout. La strada è percorribile ma il problema è mettere d'accordo tutti

La domanda in fondo è una soltanto: le società emiliano-romagnole di calcio dilettantistico accetteranno di disputare il solo girone di andata dei rispettivi campionati, con tutto ciò che ne consegue?
Al momento di certo non c’è nulla, se non che la Figc Crer ha avviato una serie di videoconferenze con i club (lunedì l’Eccellenza, ieri la Promozione, domani la Prima Categoria mentre la prossima settimana sarà il turno di Seconda e Terza) per capire in che modo e soprattutto i tempi per concludere la stagione 2020/2021.
Come spiegato ieri in questo articolo (leggi qui) sul tavolo ci sono quattro opzioni: recuperi a gennaio e ripartenza alla fine del mese o inizio febbraio, ripartenza a fine gennaio e raffica di recuperi nei mesi successivi, ripartenza a metà febbraio e centrifuga di partite giocando ogni tre giorni, ripartenza a inizio marzo disputando solo i gironi di andata e poi playoff/playout.
Il vicepresidente della Figc regionale, Celso Menozzi, ieri a sportpiacenza.it (leggi qui) ha preciso che queste sono solo opzioni a cui aggiungere la possibilità di sforare anche a luglio ma ha anche confermato che la volontà di tutti è quella di portare a termine l’annata.

LEGGI QUI LE QUATTRO ALTERNATIVE DEL CALCIO DILETTANTI

SERVONO DALLE 8 ALLE 13 DOMENICHE PER COMPLETARE L'ANDATA
E’ chiaro che a dettare i tempi è il virus ma se guardiamo obiettivamente la sua diffusione, l’aria di lockdown che tira nuovamente e le Regioni italiani divise in tre aree, non si può non pensare che sarà molto difficile chiudere entro la fine di giugno la stagione a meno che non si percorra l’ultima delle quattro opzioni, cioè quella di disputare solo i gironi di andata garantendo a giugno il meccanismo dei playoff e dei playout. I conti sono presto fatti.
L’Eccellenza A fin qui ha giocato 2 giornate rinviando 6 partite, per completare l’andata deve ancora disputare 13 giornate. La Promozione A ha giocato 3 giornate rinviando 5 partite, per completare l’andata deve ancora disputare 10 giornate. La Prima Categoria A ha giocato 3 giornate rinviando 5 partite, per completare l’andata deve ancora disputare 10 giornate. La Seconda A e B ha giocato 3 giornate, per completare l’andata deve ancora disputare 8 turni (5 le gare rinviate). La Terza Categoria ha giocato 2 giornate, per completare l’andata deve ancora disputare 13 turni (non ci sono rinvii).
Per arrivare al nocciolo del discorso servono 13 turni per chiudere i gironi di andata di tutte le categorie che coinvolgono le formazioni piacentine e tra il primo weekend di marzo (il 7) e l’ultimo di maggio (il 30) ci sono esattamente 13 domeniche, quindi quelle che servirebbe per portare al termina almeno la prima metà.
Si potrebbe poi recuperare altro tempo prezioso giocando nell’ultima domenica di febbraio (il 28) e aggiungendo tre o quattro turni infrasettimanali (quindi uno al mese) si andrebbero a guadagnare tre settimane in modo tale da concludere i campionati per tutti entro il 9 o al massimo il 16 maggio, ricavando così un ulteriore mese di tempo, fino a metà giugno, per dare vita al meccanismo dei playoff e playout.

LEGGI QUI L'INTERVISTA A MENOZZI, VICEPRESIDENTE DEL CRER

TUTTAVIA…
La strada sposata da alcune società non è però di facile attuazione perché dovrebbe esserci la volontà generale di percorrerla cambiando di fatto le carte in tavolo a partita in corso. La domanda è: accetterebbero alcune società di giocarsi le chance promozioni e il rischio retrocessione avendo già disputato meno di una manciata di gare e dimezzando di fatto le gare che rimangono in calendario? E’ chiaro che si rischierebbe una pioggia di ricorsi per questo motivo il primo input per una strada del genere dovrebbe arrivare da Roma cambiando in corsa le carte federali della stagione 2020/2021. Ci sarebbe poi anche la questione delle “quote di iscrizione”, le società hanno pagato per giocare l’intera annata ma di fatto ne disputerebbero solo metà, su questo punto però basterebbe mettersi d’accordo con i rispettivi comitati regionali e provinciali.

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