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Alessandro De Lazzari nel letto di ospedale a Parma

Alessandro De Lazzari nel letto di ospedale a Parma

De Lazzari: «Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicini. E sul campo tornerò sicuramente»

Il giocatore ancora in ospedale dopo lo scontro in Alsenese-Vigolo guarda al futuro e racconta i momenti terribili: «Quel formicolio in tutto il corpo e il braccio che non si fermava»

A meno di ventiquattro ore dal terribile incidente Alessandro De Lazzari tranquillizza tutti. E’ ancora in ospedale, nel reparto 2A del Pronto soccorso di Parma, ma risponde al telefono e prima di iniziare a parlare vuole ringraziare tutti quelli che gli sono stati vicino nelle ultime ore. Perché da ieri pomeriggio il suo telefono ha continuato a squillare: messaggi di amici, compagni di squadra, avversari. «Mi ha fatto davvero un grande piacere».

Fa un passo indietro Alessandro e torna a domenica pomeriggio, quando un fortuito scontro di gioco poteva avere conseguenze tragiche. «Mi ricordo - racconta con tono tranquillo - praticamente tutto. Sono saltato insieme a un attaccante del Vigolo e ci siamo dati una grande testata. Poi sono caduto per terra e ho sentito uno strano formicolio in tutto il corpo. Il braccio mi tremava e non riuscivo a fermarlo, poi ha iniziato anche la gamba. Ero cosciente, ma non vedevo niente». Qui finiscono i primi ricordi. «Mi hanno detto che sono svenuto e il nostro medico sociale, il dottor Tamarri, mi ha praticato il massaggio cardiaco anche se penso, così almeno mi hanno riportato, che il cuore non si sia mai fermato completamente. Successivamente mi hanno attaccato al defibrillatore che però non ha erogato la scarica in quanto non necessaria e quando mi sono risvegliato avevo attorno tutti i miei compagni. Da quel momento sono tornato pienamente cosciente, mi hanno fatto alcune domande a cui ho risposto in maniera corretta, ricordo il tragitto in ambulanza e poi l’elisoccorso fino a Parma».

Racconta tutto con la massima tranquillità Alessandro, come se quei momenti drammatici riguardassero qualcun altro e non lui. «Il momento peggiore? Quel formicolio in tutto il corpo e il braccio che non si fermava. Non capivo cosa stesse succedendo e mi sono spaventato».

In tribuna erano presenti anche i genitori del giocatore: «Ma anche loro, almeno a quanto mi hanno detto, sono rimasti abbastanza lucidi, hanno mantenuto sangue freddo fino a quando non si sono accorti che ero tornato cosciente». Il grande spavento adesso è passato, i primi esami hanno escluso problemi particolari e Alessandro rimarrà in osservazione ancora stanotte: domani mattina i dottori effettueranno un nuovo consulto e il giocatore potrebbe essere dimesso in giornata.

«Vuoi sapere se mi è passata la voglia di giocare? Assolutamente no. In ospedale mia madre e la mia ragazza mi hanno detto che era ora di smettere. Ma io posso assicurare che sul campo tornerò certamente, almeno per gli allenamenti. Poi vedremo se il trauma sarà superato, come penso, oppure se avrò paura. Ma ad allenarmi torno sicuramente, non appena i dottori mi daranno il via libera».

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