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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
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Minacce all'arbitro, campo del Corte Calcio squalificato per una giornata. La società: «Assurdo, una pena esagerata»

Stando al Giudice sportivo un soggetto non in distinta si avvicinava «con il pugno proteso in avanti». La versione dei dirigenti: «Veniamo puniti per offese verificatesi nel parcheggio esterno. Che colpa ne abbiamo?»

Sanzione pesantissima per il Corte Calcio, che si vede squalificare il campo per una giornata da parte del Giudice sportivo per fatti accaduti al termine della gara di domenica scorsa contro la Salicetese.

Stando al referto del direttore di gara, “per tutta la durata del secondo tempo, sostenitori della società Corte Calcio offendevano e minacciavano l'arbitro. A fine partita, mentre era intento ad aprire la porta dello spogliatoio, l'arbitro veniva raggiunto da un soggetto non inserito in distinta, vestito con la tuta d'ordinanza del Corte Calcio, il quale, con il pugno proteso in avanti in segno di minaccia, giustificava gli insulti e le minacce fino ad allora perpetrati dal pubblico di casa. La situazione veniva temporaneamente risolta grazie all'intervento di un dirigente della società Corte Calcio. Successivamente ancora, mentre si dirigeva verso la propria autovettura, il direttore di gara veniva nuovamente insultato e minacciato da alcuni sostenitori della società di casa. Per quanto concerne gli insulti e le minacce da parte dei sostenitori della squadra di casa, non può non ravvisarsi la responsabilità oggettiva della società Corte Calcio, la quale invece è direttamente responsabile per aver consentito ad un soggetto non in distinta di accedere negli spazi antistanti lo spogliatoio dell'arbitro, permettendo a quest'ultimo di avvicinarsi al direttore di gara, con il rischio che quest'ultimo potesse essere oggetto, oltre che di insulti e minacce, di violenza fortunatamente non verificatasi grazie all'intervento di un dirigente”.

Alla società viene anche inflitta una sanzione di 200 euro.

La ricostruzione dell’arbitro, che ha portato alla decisione del Giudice sportivo della squalifica del campo, viene però letta in modo totalmente diverso dai dirigenti della società piacentina.

“Siamo dispiaciuti di quanto successo a fine gara – spiega Mario Fantini, la persona intervenuta direttamente per riportare la calma - quando erano già tutti negli spogliatoi. Purtroppo non abbiamo vigilato sull’accesso di un dirigente non in distinta che ha poi avuto un diverbio a distanza col direttore di gara, che stava parlando civilmente con me degli episodi occorsi in gara. È responsabilità oggettiva, e quindi a malincuore mi aspettavo la sanzione. Ma deve essere chiaro che lo stesso dirigente è stato da me allontanato dopo pochi secondi senza che nemmeno riuscisse ad avvicinarsi all’arbitro».

E stando al Corte Calcio, la pena inflitta è eccessiva. «La multa può essere giustificata, ma addirittura la squalifica del campo no, quella non ci sta. Non possiamo assumerci colpe se terzi, nel parcheggio esterno, hanno avuto diverbi col direttore di gara. Che colpa possiamo averne? Ci sembra tutto così esagerato».

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