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Coppa alla piacentina: Paratici supera Inzaghi e conquista il primo trofeo stagionale. FOTOGALLERY

La finale di Coppa Italia è stata anche l'occasione per vivere il derby fra il direttore sportivo della Juventus e l'allenatore della Lazio. Entrambi escono dal confronto fra gli applausi

L'esultanza di Fabio Paratici, direttore sportivo della Juventus. In basso, Simone Inzaghi, tecnico della Lazio (fotoservizio Andrea Trongone)

Uno era il favorito. La sua Juventus punta dritta al Triplete e la Coppa Italia era il primo gradino da salire per bussare alla porta della leggenda. L’altro puntava a recitare il ruolo del guastafeste per arricchire una stagione impetuosa, in cui la sua Lazio è andata ben oltre le attese della vigilia.

La finale di Coppa Italia fra bianconeri e biancocelesti era anche la sfida fra due piacentini. Uno in tribuna, il direttore sportivo dei piemontesi Fabio Paratici, l’altro in panchina, il tecnico dei laziali Simone Inzaghi. Come da pronostico ha vinto Paratici, ma la prova degli sconfitti e soprattutto il cammino nell’intera manifestazione rimane complessivamente da applausi.

Chi vince festeggia e chi perde spiega si diceva un tempo. E mentre il dirigente juventino si gode la storica terza Coppa Italia consecutiva (mai nessuna squadra era riuscita nell’impresa) Inzaghi in sala stampa ha parole di elogio per tutti. «I miei ragazzi sono stati protagonisti di una serata straordinaria» attacca, mettendo in secondo piano il risultato e ponendo davanti a tutto l’orgoglio di allenare una formazione di altissimo livello. «La Juventus è una squadra eccezionale e noi siamo stati sfortunati negli episodi». Appena prima il tecnico, capace di vincere tre Coppe Italia da giocatore e due da tecnico della Lazio Primavera, si era meritato i complimenti di tutti per il fair play dimostrato a fine gara, quando è stato il primo ad abbracciare il suo “rivale” Allegri e a fargli i complimenti. «Grazie anche ai nostri tifosi - sottolinea - che ci hanno incitato pure al termine della partita. E’ stato emozionante». A conferma dell’amore sbocciato fra il gruppo e tutto l’ambiente, con Inzaghi che rimarrà alla guida della Lazio anche la prossima stagione.

Simone Inzaghi 2

Paratici invece non ha i riflettori puntati addosso. Logico, lui è uno che lavora dietro le quinte e che non ama le luci della ribalta. Però anche ieri, prima di presentarsi all’Olimpico, ha lavorato per gettare le basi della nuova Juventus, contattando alcuni dei giovani più promettenti del nostro campionato. Perché la società bianconera non si accontenta mai, pensa al futuro e a un ciclo di vittorie che prova a rendere infinito. Così il piacentino, insieme a Beppe Marotta, proprio nelle ore precedenti la finale ha piazzato un affondo importante per garantirsi Patrick Schick, punta della Sampdoria che ha scatenato gli appetiti di diverse società ambiziose. E nell’hotel romano in cui alloggiavano i dirigenti juventini si è tenuto un incontro con Daniele Sebastiani, presidente del Pescara: all’ordine del giorno la situazione di Mamadou Coulibaly, centrocampista classe ’99 in forza agli abruzzesi. Questa Juventus è ancora affamata di vittorie.

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