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Un anno fa il fallimento del Piacenza Fbc 1919

Esattamente un anno fa la convocazione al Tribunale di Piacenza fu diramata alle 9 del mattino. «Appuntamento al primo piano intorno alle 11.30-12». Lì era atteso Fabrizio Garilli, al tempo presidente e amministratore unico del Piacenza Calcio...

Esattamente un anno fa la convocazione al Tribunale di Piacenza fu diramata alle 9 del mattino. «Appuntamento al primo piano intorno alle 11.30-12». Lì era atteso Fabrizio Garilli, al tempo presidente e amministratore unico del Piacenza Calcio, insieme ai suoi legali Stefano Barbiera e Franco Maccabruni. Un'ora o poco più dentro l'ufficio del giudice Maurizio Boselli e poi l'uscita in gran fretta, davanti alla stampa e a qualche tifoso, nessuna intervista e un solo pensiero affidato a un comunicato che Garilli distribuì - sempre polemizzando - ai giornalisti: «Non possiamo opporci alle istanze di fallimento presentate dai creditori non possiamo, né io né la mia famiglia fare, da soli, ulteriori sforzi economici e non mi resta che prendere atto della situazione». Non ci fu nulla di strano in quella mattinata, due udienze rinviate (21 dicembre 2011 e poi a inizio febbraio), lo sforzo di ridurre il monte debiti e, infine, la decisione che tutti si aspettavano: il fallimento del Piacenza Football Club 1919. Tecnicamente il fallimento arrivò il 22 marzo con la nomina dei due curatori fallimentari, Spezia e Giuffrida, con quest'ultimo che rinunciò al suo incarico dopo un paio di giorni per far posto a Montanari, ma il calice amaro arrivò alle 13.10 del 21 marzo nel momento in cui Fabrizio Garilli lasciò intendere che non si sarebbe opposto alla richiesta di fallimento. Sapevamo che quella sarebbe stata la fine, ma saperlo non bastò a prepararsi, il 21 marzo 2012 fu il capitolo finale di oltre 90 anni di storia. Il resto è storia recente, le tre aste fallimentari andate a vuoto e l'arrivo dei fratelli Marco e Stefano Gatti che in estate hanno ricompattato i ranghi e riacceso l'entusiasmo tra i tifosi nonostante la squadra sia ripartita dall'Eccellenza. Quella mattina si chiuse un glorioso libro con un ultimo capitolo davvero triste (e sotto certi aspetti ancora oscuro come la mai chiarita cessione all'Italiana Srl per due mesi) e sul quale abbiamo sprecato chilometri d'inchiostro, raccogliendo tutto nel libro "Povero Piace". Oggi in via Gorra stanno scrivendo l'introduzione di una nuova storia.

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