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Un giovanissimo Simone Guerra con la maglia del Piacenza

Un giovanissimo Simone Guerra con la maglia del Piacenza

Simone Guerra tra gol, obiettivi e futuro. «Il Piacenza? Un giorno spero di tornare a giocarci»

L'attaccante piacentino della Feralpi Salò ha iniziato la stagione firmando 6 reti in 5 gare. «Sono contento, perché è il primo anno che parto così forte e spero di non fermarmi».

Sei gol in cinque partite, capocannoniere del girone B di serie C: è un anno iniziato nel migliore dei modi per Simone Guerra, attaccante piacentino di San Nicolò e punta di diamante dell’ambiziosa FeralpiSalò. Di là dal ponte di Trebbia ci dev’essere un clima perfetto per i bomber, perché dallo stesso paese di Guerra venivano i fratelli Inzaghi, tutti personaggi che in fatto di gol se ne intendono. Simone, 28 anni compiuti ad agosto, ha esordito in serie B con la maglia del Piacenza nel 2008. In biancorosso ha disputato cinque stagioni (quattro in B e una in serie C1, mettendo insieme 66 presenze e 11 reti). Poi è arrivato l’anno del fallimento per il Piacenza e lui è passato per diverse esperienze, tutte in serie C: Spezia, Virtus Entella, Benevento, Matera, Venezia. Dal 2015 è alla FeralpiSalò, dove ha piantato radici ed è ormai alla terza stagione. L’anno scorso la performance migliore: 34 presenze e 13 gol. Ma da come ha iniziato il campionato, il record personale di segnature sembra essere a portata di mano.

Guerra, sei gol in cinque partite, quest’anno sembra essere il suo anno magico.
«Sono contento, perché è il primo anno che parto così forte e spero di non fermarmi».

Come si trova alla Feralpi, qual è il vostro obiettivo?
«Mi trovo molto bene, è una società importante e solida con un presidente forte e ambizioso. All’inizio di questa stagione ci siamo detti di voler migliorare la posizione ottenuta l’anno scorso (la Feralpi è uscita al primo turno degli spareggi promozione, ndr). Vogliamo entrare nei play off e da lì provare ad arrivare in alto».

La Feralpi è una piazza tranquilla, nella quale un giocatore può esprimersi senza particolari pressioni. E’ meglio o è peggio per un calciatore?
«Sto trovando la mia dimensione in questo ambiente. In passato ho giocato a La Spezia, una società importante: allo stadio veniva tanta gente. Era bello, le partite si caricavano da sole. Però ci sono pro e contro, se vai male non sei sereno. Qui alla Feralpi il vantaggio è che abbiamo una società solida e che ti fa stare bene. Quando hai un pubblico poco numeroso hai poche pressioni, per cui gli stimoli bisogna cercarseli. La nostra dirigenza però ha ambizioni e sa motivarci».

In questi anni lontano da Piacenza cosa ricorda con maggiore piacere?
«Ricordo con piacere l’esperienza a La Spezia dove abbiamo vinto campionato. Anche all’ Entella sono stato bene e ho vissuto due anni buoni, nel secondo abbiamo conquistato la promozione».

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