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Settimio Lucci: «Passata sotto silenzio l'eliminazione dell'Italia Under 17. La situazione del nostro calcio giovanile è preoccupante

Il responsabile dell'Academy del Fiorenzuola affida la sua analisi a un pensiero pubblicato sul suo canale Facebook. «Oggigiorno basta una presenza nel campionato Primavera per firmare contratti senza senso e i questi ragazzi sono stritolati da agenti, genitori ed allenatori che pensano solo a loro stessi».

Prima la seconda eliminazione consecutiva dalle qualificazioni ai Campionati Mondiali, poi la brutta sconfitta di martedì sera nella finale contro l’Argentina. Dopo la vittoria di Euro 2020 lo scorso anno, la Nazionale di Mancini non sta passando un buon periodo, ma secondo il responsabile dell’Academy del Fiorenzuola, Settimio Lucci, a dover far rumore è più che altro l’eliminazione della Under 17 azzurra ai quarti di finale dell’Europeo. Un ko passato “sotto silenzio” secondo l’ex difensore che ha un curriculum invidiabile in Serie A. Analisi espressa tramite un lungo post sul proprio canale social di Facebook.
“Ai miei tempi si diceva che per essere considerato un calciatore dovevi aver almeno disputato 3 campionati di serie A, altrimenti eri un aspirante calciatore, ora basta una presenza nel campionato Primavera per firmare contratti senza senso”. E ancora: “Sono ragazzi stretti nella morsa formata da agenti, genitori ed allenatori che forse inconsapevolmente li stanno stritolando facendoli sentire dei campioni prima di averlo minimamente dimostrato. Lo stato del calcio giovanile in Italia è preoccupante”.

Questo il post pubblicato da Mino Lucci:

“Sinceramente sono più preoccupato dell'eliminazione passata sotto silenzio dell'Italia ai quarti di finale dell'Europeo Under 17 che si è disputato in Israele e che si è concluso il 1° Giugno con la vittoria della Francia in finale contro l'Olanda che della sconfitta della Nazionale maggiore contro l'Argentina.
Immagino questi ragazzi di 17 anni che provengono dai primari settori giovanili italiani che potrebbero e dovrebbero essere i protagonisti ai Mondiali del 2026 stretti nella morsa formata da agenti, genitori ed allenatori che forse inconsapevolmente li stanno stritolando facendoli sentire dei campioni prima di averlo minimamente dimostrato.
Ai miei tempi si diceva che per essere considerato un calciatore dovevi aver almeno disputato 3 campionati di serie A, altrimenti eri un aspirante calciatore, ora basta una presenza nel campionato Primavera per firmare contratti senza senso.
Agenti senza scrupoli che fomentano genitori di ragazzini che sono allenati da persone che pensano più a formare se stessi che i giocatori messi a disposizione da società che guardano nella maggior parte dei casi solo ai risultati numerici.
Questa secondo me la situazione del calcio giovanile in Italia.
Preoccupante”.

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