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Domenica, 28 Novembre 2021
Calcio

L'addio al calcio di Sasà Bruno, mister 200 gol: «L'emozione più grande? L'esordio con la maglia del Napoli»

L'attaccante dell'Agazzanese saluta: «Troppi infortuni, l'anno di inattività è costato parecchio». Lo sguardo al passato: «Ad Ascoli due anni fantastici, Pillon e Maran due tecnici incredibili»

Dopo 24 anni e oltre 200 gol Sasà Bruno dice basta. «Sono ufficialmente fuori dai giochi» confessa l’ormai ex attaccante dell’Agazzanese. Una decisione maturata qualche giorno fa ma ufficializzata solamente nelle ultime ore. «Lo avevo accennato al mister, poi lui mi ha convinto a proseguire e ho accettato perché non volevo abbandonare la squadra a campionato iniziato, non è nel mio stile. Però domenica sono sceso in campo e mi sono nuovamente infortunato, ho capito che non ha più senso proseguire in questo modo, troppi stop fisici non mi permettono di rendere come vorrei. Purtroppo l’anno di inattività si è fatto sentire e io non sono uno a cui piace svernare».

La fotografia della sua carriera? Quella che campeggia sul profilo di whatsapp mentre affronta Chiellini. Le statistiche? E’ il settimo bomber di sempre in Serie B con 98 reti all’attivo in cadetteria.

Hai giocato in Serie A, in Coppa Italia e in Coppa Uefa. Se ti guardi indietro qual è stata l’emozione più grande?

«Ho avuto la fortuna di esultare tantissime volte, considerati gli oltre 200 gol fra i professionisti. Ma dopo aver annunciato la mia decisione domenica sono salito in auto e ho ripensato alla mia carriera: il momento più intenso è stato sicuramente l’esordio in Serie A con il Napoli, la mia città e la mia squadra del cuore. C’erano 60mila persone sugli spalti, io titolare in Napoli-Brescia con Collina ad arbitrare. A ripensarci mi emoziono ancora adesso».

Allora proseguiamo con i ricordi. L’annata migliore?

«Una sola è difficile da scegliere. Dico Ascoli, con la promozione in Serie B condita da 15 gol oppure le due a Modena, con 18 reti a ogni annata. Ma anche Brescia mi ha lasciato tanto».

Oltre 200 reti complessive in carriera, se dovessi scegliere la più bella in assoluto?

«In un Pisa-Modena segnai una tripletta. La migliore fu la seconda, con uno scavetto a superare il portiere».

Hai girato tantissime squadre, praticamente tutta Italia, da Catania a Vicenza passando per Torino, Chievo, Sassuolo, Spal e tante altre. Il posto in cui ti sei trovato meglio?

«Di solito un calciatore si trova bene dove le cose vanno alla grande come risultati. Se devo scegliere solamente un posto dico i due anni di Ascoli: una piazza impressionante, ogni domenica avevamo 20mila persone allo stadio».

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