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Dalle teste di serie agli spareggi: le possibili novità per ridurre i risultati anomali fra i Giovanissimi

Celso Menozzi, vicepresidente della Figc regionale, ne ha parlato con i dirigenti delle società piacentine: «Massima disponibilità ad ascoltare tutti i suggerimenti»

Celso Menozzi, vicepresidente della Figc emiliano-romagnola

«Massima disponibilità a discutere con tutte le società e ad accettare consigli, senza dimenticare però che la forza del nostro movimento sono tutte le 850 squadre che partecipano ai campionati regionali, nessuna esclusa».

Celso Menozzi, vice presidente della Figc regionale, ha affrontato il problema dei risultati anomali nei Giovanissimi sollevato in un’inchiesta di Sportpiacenza discutendone con i rappresentanti delle realtà piacentine. In una riunione tenutasi nel Salone del Coni i vertici della federazione emiliana romagnola (erano presenti anche il presidente Paolo Braiati, il vicepresidente vicario Dorindo Sanguanini e il consigliere Biagio Dragone) hanno analizzato la situazione evidenziata nel corso della prima fase del campionato.

E’ toccato a Menozzi ripercorrere le fasi che nelle ultime quattro stagioni hanno portato a una modifica delle norme per partecipare ai campionati regionali. «Nel 2012 avevamo anticipato alle società la possibilità di modificare il regolamento, ad autunno del 2013 abbiamo organizzato assemblee in tutte le delegazioni provinciali proponendo il nuovo format strutturato in una fase autunnale di qualificazione provinciale che avrebbe poi consentito alle migliori formazioni di partecipare alla fase regionale primaverile. L’idea, messa ai voti, è stata approvata dal 93 per cento delle società emiliano romagnole. Piacenza, insieme a Bologna, fu la provincia con il più alto numero di contrari: su 38 presenti in 26 si espressero a favore e 12 contro. Un format, lo ricordiamo, utilizzato in deroga alle regole nazionali che prevedono ancora il vecchio metodo basato sui punteggi assegnati alle società in base a determinati criteri».

La proposta era basata su alcuni aspetti fondamentali. «Il primo: salvaguardare gli interessi delle realtà più piccole. Volevamo evitare che le squadre più grandi si accaparrassero i calciatori più bravi delle più piccole. E in effetti il fenomeno non è sparito ma è comunque diminuito». La seconda motivazione è legata al fatto che adesso ogni gruppo, giocando in autunno, conquista direttamente la possibilità partecipare al campionato regionale, mentre in passato i diritti valevano per le annate successive.

L’obiettivo a livello giovanile rimane comunque quello di rendere le gare il più possibile competitive per far crescere i ragazzi. «Per quanto mi riguarda - sono le parole di Menozzi - ritengo una partita che si chiude con sei gol di scarto una gara anomala, in quanto nessuna delle due formazioni riesce a migliorare».

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