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Pippo Inzaghi, l’opportunista del pallone

Il ritratto del più “grande approfittatore” della storia del calcio

“Non è Inzaghi ad essere innamorato del gol, è il gol ad essere innamorato di Inzaghi”. Così si espresse Emiliano Mondonico quando un giorno gli chiesero il perché delle tante reti di Filippo Inzaghi. Filippo Inzaghi, detto Super Pippo, nella stagione 1996-1997 era allenato proprio da Emiliano Mondonico e vestiva la maglia dell’Atalanta con cui segnò ben 24 gol in 33 gare disputate. Il “Mondo” aveva perfettamente ragione nell’affermare che il gol era innamorato di Inzaghi ma si era dimenticato di dire che anche la linea del fuorigioco era innamorata di Inzaghi visto che ogni volta che il ragazzo di Piacenza scattava in avanti era come se accorresse in suo aiuto.

Per pochi millimetri era infatti sempre in gioco! Ma come ci riusciva? Un aiuto divino? Chissà…Di sicuro già all’epoca in cui giocava nelle giovanili del Piacenza e successivamente in prima squadra, stagioni 1991-1992 e 1994-1995, Inzaghi aveva fatto capire che non era un attaccante come tutti gli altri. Non era certo dotato di un dribbling impressionante e disponeva di ben pochi colpi tecnici, eppure sapeva farsi valere lo stesso perché comunicava direttamente con il pallone. Era come se il pallone lo guidasse con la sua voce e gli dicesse come e quando spingerlo in rete. Questo, in estrema sintesi, era l’Inzaghi di Piacenza e questo sarebbe stato l’Inzaghi del Milan. Parlare di lui come “l’opportunista del pallone”, che non si sentiva inferiore a nessuno, nemmeno a Ronaldo il Fenomeno, è la definizione più azzeccata per questo attaccante più unico che raro.

Le armi segreti di Super Pippo

Pippo Inzaghi, scusate se ci ripetiamo ancora una volta, è stato un attaccante più unico che raro proprio grazie al suo opportunismo. Opportunismo che si è tradotto, nel suo caso specifico, in un innato senso della posizione, che noi chiameremmo “a fil del fuorigioco”, e in quella sua capacità di prevedere dove i palloni sporchi sarebbero carambolati per poi ribadirli in rete.

Sono passati quasi 10 anni dal suo ritiro, eppure ancora oggi non abbiamo trovato un suo degno erede. Chissà, forse è destino che un atleta del calibro del ragazzo di Piacenza non si sia ancora visto, e se è così allora godiamocelo attraverso questo ritratto. Super Pippo, oltre a conoscere i rimbalzi segreti del pallone, è stato un professionista esemplare sempre pronto a sgobbare per migliorarsi. Il suo essere umile in campo e fuori dal campo lo hanno reso un “nemico” apprezzato da tutte le tifoserie avversarie, cosa che non si può certo dire dell'eccentrico Mario Balotelli. L’ex Brescia non è un cattivo ragazzo e nemmeno un cattivo calciatore (e ci mancherebbe!) però molto spesso si è perso per strada.

Pippo Inzaghi per fortuna no, anzi…La sua strada è sempre stata quella del gol e lui non solo l’ha sempre percorsa ma non l’ha mai persa. Il più “grande approfittatore” della storia del calcio oggi allenatore – nel senso che approfittava di qualsiasi svarione difensivo per segnare – per 20 anni ha usato le sue armi segrete al meglio, tanto è vero che a distanza di tempo siamo ancora qua a celebrarne le gesta.

Un vincitore nato

Champions League-2

Le disattenzioni degli avversari, l’ottimo senso della posizione e il grandissimo fiuto per il gol hanno permesso a Inzaghi di vincere praticamente tutto durante la sua carriera. Potremmo passare il tempo ad elencarvi tutti i trofei della sua bacheca, come ad esempio i 3 scudetti e le 3 Supercoppe italiane, ma preferiremmo focalizzarci invece sul suo più grande capolavoro chiamato Champions League.

Super Pippo quando si è trattato della coppa dalle grandi orecchie è stato un protagonista assoluto, e non ci riferiamo semplicemente al fatto che ne abbia vinte 2 ma soprattutto alle sue prestazioni. Una in particolare, che nessuno di noi dimenticherà mai, è datata 23 maggio 2007. Durante la finale di Atene tra Milan e Liverpool, Inzaghi segnò una storica doppietta che permise al Diavolo di conquistare l’Europa. E dire che quella partita non doveva giocarla. Un segno del destino? Chissà…Noi stiamo ancora cercando di capire se centra o meno il destino con il fatto che Inzaghi sapesse prima di chiunque dove il pallone andasse a carambolare, figuratevi voi!

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