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Foto Ansa/Daniel Dal Zennero per Today.it

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Italia fuori dai Mondiali: ora si potrebbe accelerare la riforma dei campionati, compresa la Serie C

Dopo l'esclusione degli Azzurri da Russia 2018 il mondo del calcio italiano si interroga su come ripartire e la riforma dei campionati è uno dei punti sul tavolo. Serie A e Serie B a 18 squadre, si prevede una Serie C con 2 gironi da 18 o 20 club ciascuno

Dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai prossimi Mondiali in Russia il mondo del calcio italiano si interroga su chi e come ripartire dopo un disastro sportivo senza precedenti - almeno negli ultimi 50 anni.
Sul tavolo degli imputati, tra i numerosi motivi, è finita anche l’organizzazione dei campionati professionistici italiani: Serie A, Serie B e Serie C. Attualmente le società professionistiche dovrebbero essere 102, usiamo il condizionale perché in realtà sono 98: i tre gironi della Serie C sono orfani di una squadra ciascuno (19 anziché 20) in quanto lungo l’estate non si è riusciti a sostituire le società non in grado di iscriversi e due settimana fa il Modena è stato radiato dopo le turbolente vicende societarie che hanno portato alla mancata disputa di quattro gare.
Tralasciando Serie A e Serie B, che nell’ottica di riforma dovrebbero passare rispettivamente da 20 e 22 a 18 squadre ciascuno, a settembre la commissione riforma aveva dato il via alla rivisitazione anche dei campionati di Serie C. L’argomento torna di moda, la scadenza fissata era il 2020, ma forse questo processo oggi potrebbe essere accelerato dagli eventi che hanno retrocesso il nostro calcio in generale nella serie B mondiale.
L’idea è quella di allestire una Serie C composta solamente da 36 formazioni suddivise in due gironi, una Serie B e una Serie A entrambe da 18 squadre. Ci sarebbe dunque la volontà di scendere a un totale di 72 squadre professionistiche contro le attuali 98 - e che dovrebbero essere 102 da regolamento Noif - una drastica riduzione come già è organizzata da anni in Europa.

Più in generale nella proposta di riforma (in realtà è ancora da chiarire se si vuole una Serie C a 40 o 36 società) c’era inizialmente la volontà di accorpare la Lega di Serie C a quella di Serie B, tuttavia sembra che l’accorpamento interesserà solamente la Lega A e la Lega B, mantenendo dunque quella di Serie C.
Questa riforma è stata già avvallata dalla Commissione Riforma Campionati, come riportava un articolo della Gazzetta dello Sport del mese scorso, e la palla era passata al Consiglio Federale diretto dal presidente Tavecchio. Le recenti vicende della Nazionale e la ventilata rivoluzione in Figc potrebbe accelerare - o stoppare? - tutto il processo.

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