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Domenica, 23 Giugno 2024

Serioli: «Piacenza deve avere almeno una squadra fra i professionisti. E le collaborazioni sono fondamentali». VIDEO

L'ex bomber di Piacenza e Fiorenzuola analizza la situazione del calcio piacentino dopo la retrocessione dei rossoneri e il mancato salto di categoria dei biancorossi

L’occasione è un incontro alla Cattolica in cui si parla di “Crescere uomini capaci di giocare”. Gianfranco Serioli è al fianco di Carmine Nunziata, tecnico dell’Under 21, e del preparatore dei giovani portieri azzurri Fabrizio Ferron. Coinvolge i ragazzini in platea e risponde a tutte le loro domande ricordando che la sua vittoria sportiva più bella «è stata la promozione con il Piacenza, indimenticabile».

Calcio locale che Serioli conosce bene per aver giocato in biancorosso e a Fiorenzuola, oltre ad aver vissuto anche un’esperienza da dirigente di squadre giovanili e dilettantistiche. Con la retrocessione dei valdardesi il territorio non ha più una società fra i professionisti.

«Ci sono due aspetti da valutare. Piacenza e Fiorenzuola - spiega l'ex bomber e attuale dirigente dell'Under 21 azzurra - giocheranno fra i dilettanti e questo palcoscenico ovviamente non può fare piacere. I rossoneri negli ultimi anni avevano fatto cose importanti e credo avessero la possibilità di salvarsi anche in questa stagione, purtroppo ci si è messo anche un pizzico di sfortuna e la squadra è tornata in Serie D. Il Piacenza ritengo stia ancora pagando un po’ le conseguenze di anni particolari, per cui non è stato semplice risollevarsi subito. Almeno i biancorossi li vorremmo rivedere fra i professionisti. Poi c’è l’aspetto della parte dilettantistica inteso come sport sociale; credo che sarebbe auspicabile una maggiore collaborazione fra le società e i dirigenti per avere un punto di vista comune e sviluppare un progetto culturale e di identità territoriale. Il campanile è il cuore dello sport, ma ogni tanto va anche superate».

Poi spazio al tema principale dell’incontro.

«Da un punto di vista educativo lo sport ha potenzialità enormi, però non è tutto rose e fiori visto che anche nei nostri campi ci sono stati tanti episodi negativi, si pensi alla violenza o al doping. Il bello e il positivo dello sport vanno costruiti, ci piacerebbe realizzare un progetto per presentare un’offerta formativa concreta».

Ma a livello giovanile come siamo messi in Italia?

«Se pensiamo all’Under 21 direi molto bene, parliamo di giocatori già affermati in Serie A. Basti pensare a Calafiori del Bologna, ma oltre a lui ci sono ragazzi di altissimo livello. Però bisogna specificare che anche in questo mondo senza spirito di squadra, sacrifici e collaborazioni non si può costruire alcun risultato».

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