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Tifosi indisciplinati, la Cremonese richiude le porte dello Zini

I sostenitori non avrebbero rispettato il distanziamento e l'obbligo di indossare la mascherina. Intanto il Covid continua a creare problemi allo sport: 14 positivi in casa Genoa, a rischio alcune gare del week end in Serie A

Il calcio professionistico deve fare i conti con il primo vero attacco del Covid da quando lo sport è tornato in campo dopo la pandemia. Il focolaio scoppiato in casa Genoa (non dimentichiamo che in città ci sono problemi da giorni) ha messo a rischio alcune partite del week end, a iniziare da quella dei liguri che contano attualmente 14 contagiati. In attesa di sapere cosa deciderà la Federazione, visto che al momento i protocolli non indicano una via precisa da seguire, desta curiosità anche un’altra scelta di una realtà che confina con il nostro territorio.

E’ di queste ore la notizia che la Cremonese non aprirà le porte dello stadio Zini in occasione della gara di Coppa Italia che mercoledì vedrà i grigiorossi impegnati alle 15 contro l’Arezzo. Il motivo è stato reso noto dallo stesso club lombardo: domenica scorsa, durante la sfida con il Cittadella vinta 2-0 dagli ospiti, i tifosi non avrebbero rispettato le normative previste. In troppi sugli spalti senza mascherine, tanti non hanno rispettato il distanziamento e soprattutto non sono rimasti al proprio posto, rendendo di fatto impossibile risalire all’identificazione di un eventuale positivo. Insomma, stando alla valutazione della società i sostenitori sono risultati tropo indisciplinati, per questo è scattato lo stop all’ingresso del pubblico almeno per la prossima gara di Coppa Italia.

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