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Calcio - Entro il 30 giugno la riforma dei campionati. Si punta a una Serie B1 e una B2 dal 2022/2023

L'obiettivo della proposta di Gravina è di ridurre il numero dei club pro, al massimo 60 e la Serie C diventerebbe semiprofessionistica. Il tutto prenderà forma nell’annata 2022/2023, la prossima stagione 2021/2022 sarà propedeutica alla riforma

L’Assemblea Elettiva di alcuni mesi fa aveva riconfermato Gabriele Gravina alla guida della Figc e il presidente federale, nel suo programma elettorale, aveva parlato apertamente di “riforma dei campionati”. L’idea è quella di arrivare a un minor meccanismo di retrocessioni e promozioni per dare maggior stabilità - «c’è troppo turnover a ogni anno cambia il 40% delle squadre di Serie B e non basta il paracadute» aveva detto in un’intervista alla Gazzetta dello Sport - che, in altre parole, si traduce in una riduzione delle squadre professionistiche (attualmente sono 100) e trasformando la Serie C in una categoria semiprofessionistica, alla stregua della D.

Adesso si è fatto un passo in più nel Consiglio Federale tenutosi ieri, il presidente Gravina ha ribadito di volere «la riforma dei campionati per ridurre il numero di squadre professionistiche da approvare entro il 30 giugno» aggiungendo «partiremo dalla Serie B e dalla Serie C».
Il tutto prenderà forma nell’annata 2022/2023 e quindi non c’è molto tempo, la prossima stagione 2021/2022 sarà propedeutica alla riforma (nel caso fosse approvata) e lì si getteranno i paletti per costruire la nuova piramide del calcio italiano. Una Serie A (a 18 o a 20 squadre con meccanismo playoff per assegnare lo Scudetto) e una doppia Serie B formata da due Gironi (B1 e B2) con l’obiettivo di ridurre anche qui le squadre per avere una maggiore distribuzione delle risorse.

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