rotate-mobile
Calcio

All'Università si studia il fallimento del Piacenza

Tra un mese (22 marzo 2012) sarà passato esattamente un anno da quando il Tribunale di Piacenza decretò il fallimento del Piacenza Calcio, logica conseguenze all'incapacità del club biancorosso di far fronte a tutte le richieste dei creditori e ai...

Tra un mese (22 marzo 2012) sarà passato esattamente un anno da quando il Tribunale di Piacenza decretò il fallimento del Piacenza Calcio, logica conseguenze all'incapacità del club biancorosso di far fronte a tutte le richieste dei creditori e ai numerosi debiti che che nel giro di poco tempo investirono la società. Sembra passata un'eternità, l'idea del Piace sta riprendendo forma sotto il progetto Lupa Piacenza, ma il fallimento della società nei giorni scorsi è diventato anche una tesi di laurea, scritta da Alessandra Bissi, giovane neolaureata in Giurisprudenza all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. La tesi di Alessandra, dal titolo "Società sportive e fallimento" parte dall'analisi dei soggetti dell'ordinamento sportivo, dalla nascita del Coni e la sua struttura, a quella delle varie federazioni e leghe analizzando la natura giuridica di questi enti, per arrivare ad approfondire la loro evoluzione storica passando da società sportive professionistiche a società di capitali. Dopo un breve excursus nella figura dell'atleta, delle leggi sul professionismo e la disciplina dei contratti di lavoro, la tesi si conclude con "La crisi e il fallimento delle società sportive". Si parte dalla assoggettabilità alla procedura fallimentare delle società sportive dopo la riforma del 1981, passando attraverso la dichiarazione di fallimento, l'esercizio provvisorio, l'analisi del titolo sportivo per arrivare infine al caso concreto preso in considerazione: "Il fallimento del Piacenza FC 1919". Una storia che tutti i tifosi biancorossi hanno seguito con grande interesse nella scorsa Primavera.

IL FALLIMENTO NELLA TESI DI LAUREA - "Il 22 marzo 2012 il tribunale di Piacenza ha dichiarato il fallimento del Piacenza FC. Per poter inquadrare gli accadimenti che hanno portato a un così doloroso epilogo del Piacenza Calcio dobbiamo ripercorrere brevemente gli ultimi 20 anni della sua storia. La gestione sportiva della società dell’ingegner Garilli inizialmente venne affidata a manager di comprovata esperienza che riuscirono da buoni padri di famiglia a mantenere un equilibrio finanziario in grado di affrontare i grandi cambiamenti che subì il mondo del calcio a partire dalla sentenza Bosman: l’avvento delle televisioni commerciali e dei diritti tv ha poi contribuito in modo definitivo al lievitare esponenziale dei costi di gestione fino addirittura al 90% del fatturato della società, obbligando in questo modo l’azionista di riferimento a continui finanziamenti per ripianare le perdite. Dopo la scomparsa dell’ingegner Garilli, la presidenza venne alternata tra i due figli, Stefano e Fabrizio, sotto la gestione del quale ultimo divenne palese l’inversione di tendenza: apparati faraonici, nomina di numerosi e costosi manager erano il simbolo di una gestione dei conti tutt’altro che avveduta. L’impegno economico aumentava, le criticità di bilancio si acuivano e per bypassare queste problematiche diventò uso comune l’utilizzo delle plusvalenze, che a lungo andare si dimostrarono un boomerang per la gestione della società". Con questa considerazione si introduce il fallimento del club di via Gorra. Poi si passa ad analizzare la volontà di Fabrizio Garilli di cedere la società per le vicende legate al calcioscommesse e all'impossibilità di proseguire, con la cessione all'Italiana Srl e il ritorno in sella prima di Natale 2011. "La fretta di trovare un acquirente portò Garilli nell’estate del 2011 a cedere la maggioranza delle azioni ad una società, Italiana Srl. La situazione diventa esplosiva al momento della notifica di una cartella esattoriale per mancati versamenti dell'Iva e mano a mano si defilano tutti gli ipotetici soci della nuova cordata che si trova quindi obbligata a retrocedere le azioni non avendo rispettato le obbligazioni contratte con la precedente proprietà. Nonostante il ritorno di Garilli alle redini della società, la situazione economica era così degenerata che poco dopo fu presentata al tribunale di Piacenza istanza di fallimento. Dopo aver concesso a Garilli una proroga del fallimento fino al febbraio 2012, un nuovo macigno che si rivelerà fatale si abbatte sulla società. Oltre ai numerosi debiti con i creditori storici come la Copra, che dopo essere tornata ad occuparsi della manutenzione dello stadio abbandona nuovamente il compito per l'incapacità della società di saldare il lavoro, oltre ai molti stipendi non saldati tra collaboratori, massaggiatori e alcuni preparatori, ecco che sulle spalle del Piacenza piomba un'ingiunzione di pagamento da un milione di euro per una vicenda legata alla cessione di un calciatore. Nonostante la situazione, il tribunale decide di concedere una seconda proroga, scelta dettata dalla convinzione che ci sono i presupposti per rientrare dall'esposizione debitoria ma, dopo una comunicazione da parte della società di non essere in grado di pagare, per la seconda volta in stagione, gli stipendi dei calciatori, il tribunale pignora i conti del club e decide di rigettare la richiesta di sospensione dell'ingiunzione di pagamento. Sarà proprio questo a portare alla sentenza di fallimento pronunciata il 22 marzo 2012. Tale sentenza, dichiarando il fallimento della società Piacenza Football Spa, oltre a nominare giudice delegato e curatori fallimentari, autorizza l'esercizio provvisorio ai termini dell'art. 104 l.f. fino alla conclusione del campionato di calcio professionistico allora in corso". L'analisi si conclude - come tutti sanno - con la notizia della cessazione dell'esercizio provvisorio e con il presidente della Figc Abete che "preso atto della dichiarazione di fallimento della società F.C. Piacenza Spa pronunciata dal tribunale di Piacenza, visto il provvedimento di cessazione dell'esercizio provvisorio e sulla base dell'art. 16 NOIF, delibera la revoca dell'affiliazione".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

All'Università si studia il fallimento del Piacenza

SportPiacenza è in caricamento