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Inchiesta Sportpiacenza - L'esempio della Valle d'Aosta. La Carta dei diritti e la mancata applicazione

Ecco cosa dice il documento della Figc che però sul campo non viene rispettato. Il caso dei campionati piemontesi

Prosegue l’inchiesta di Sportpiacenza su “I Giovanissimi e i risultati assurdi” mirata ad accendere i riflettori (e possibilmente a trovare una soluzione) su quei campionati in cui le gare terminano anche 24-0. Dopo l’opinione di Luigi Galli, responsabile dell’Academy del Fiorenzuola, di Cele Grassi, presidente dell’Aiac (l’associazione degli allenatori di calcio piacentini), dei presidenti di società Franco Pastorelli, massimo dirigente della Fulgor Fiorenzuola, e Michele Arzani, numero uno dell’Alseno calcio, e di alcuni addetti ai lavori, oggi segnaliamo quanto succede in Piemonte e Valle d'Aosta.

Chiunque desiderasse intervenire sul tema può farlo scrivendo una e-mail all'indirizzo redazione@sportpiacenza.it specificando nell'oggetto "Risultati assurdi nelle giovanili".

Quando ci sono gare che finiscono 25-0 non si rispetta nemmeno la Carta dei diritti dei bambini pubblicata dalla stessa Figc - Settore giovanile e scolastico che prevede, fra l’altro, il “diritto a divertirsi e a giocare” per i ragazzi. Concetti sacrosanti, se non fosse che il punto 8 della Carta recita testualmente “Diritto di partecipare a competizioni adeguate alle varie età, seguendo allenamenti che corrispondano a giusti ritmi di apprendimento”. Ancora più esplicito il punto successivo, il numero 9, in cui la Figc scrive: “Diritto di misurarsi con giovani che abbiano le stesse probabilità di successo. Ogni bambino deve poter essere messo in condizione di esprimere le proprie potenzialità psichiche, cognitive, motorie e tecniche”. Condizione che ovviamente non può essere soddisfatta quando ci sono incontri che terminano con simili risultati dovuti a una disparità tecnica e fisica enorme.

Il problema peraltro non riguarda solamente Piacenza. Nei giorni scorsi La Stampa ha pubblicato un articolo segnalando il risultato di 22-0 nei campionati piemontesi ottenuto dai Giovanissimi 2003 del Borgosesia contro il Gattico. I ragazzi sono stati “accusati” sui social di aver infierito sugli avversari e subito difesi dal proprio tecnico: «Abbiamo una rosa di 23 giocatori e in campionato ne ho portati solo 18 proponendo un turn over completo nel secondo tempo. Sul numero di gol ho perso il conto, ma come potevo dire a dei ragazzi di 14 anni che volevano far festa di non mettere la propria firma sulla vittoria? In altri gironi ci sono state gare concluse 36-0, io credo che le domande debba porsele la federazione, che permette di scontrarsi a formazioni con valori tecnici nettamente differenti»

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