Giovedì, 23 Settembre 2021
Calcio giovanile

Il grido della Junior Calendasco: "I bambini hanno fatto la loro parte, adesso lasciamo che tornino a giocare"

La società piacentina scrive: "Dovremmo investire sui più giovani perché saranno loro il nostro futuro e invece abbiamo fatto in modo che perdessero un anno di vita pura, libera e spensierata"

Si chiama semplicemente "I bambini" la lettera inviata dalla Junior Calendasco in cui si chiede a gran voce la possibilità che anche i più piccoli possano tornare a giocare e divertirsi dopo un anno in cui a molti di loro sono state tolte tante libertà. La società piacentina è una delle poche che prende pubblicamente posizione su una situazione che sta bloccando totalmente tutto lo sport giovanile.

I BAMBINI

Tra poco più di un mese questa pandemia compirà un anno.

Un anno difficile e duro per tutti ma soprattutto per i bambini.

Sì, i bambini, così bravi ad adattarsi a questa nuova situazione e a rispettare le regole, molto più di noi adulti.

Sì, i bambini ai quali da un anno abbiamo vietato di abbracciarsi, di spingersi, di toccarsi, di esultare ammucchiandosi su quel prato verde che per per loro significa libertà.

Sì, i bambini ai quali abbiamo imposto pochi allenamenti e quei pochi a distanza, senza contatto fisico, senza partitella, senza il rito dello spogliatoio, senza la doccia.

Sì, i bambini che sono rientrati a scuola e abbiamo chiesto di stare seduti 8 ore al proprio banco, lontano dal vicino e sempre con la mascherina…. E loro? Loro hanno eseguito come dei soldatini, perché noi glielo abbiamo chiesto e pur di stare con il loro amici accettano queste assurde regole.

Sì, i bambini che all’uscita da questa assurda scuola limitata e limitante avrebbero bisogno di tornare ad abbracciarsi e a spingersi sul quel prato verde con quel pallone che tanto desiderano e tanto aspettano.

Sì, i bambini che invece tornano a casa, chiudendosi in quella che per loro è stata come una prigione negli ultimi dodici mesi, come soldatini, obbedienti e rispettosi di queste regole che noi abbiamo chiesto loro.

Sì, i bambini che crediamo la causa dei contagi di una pandemia che tutti sta mettendo in ginocchio e che invece sono il motivo per affrontare la quotidianità di questa brutta situazione.

Sì, i bambini sui quali dovremmo investire perché saranno loro il nostro futuro e invece abbiamo fatto in modo che perdessero un anno di vita pura, libera e spensierata, caricandoli di colpe, responsabilità e regole da seguire.

Lasciamo che tornino sul quel prato verde, a correre e a buttarsi per terra; lasciamoli tornare ad abbracciarsi e ad urlare per un gol, perché loro sono stati un esempio da seguire ma adesso hanno fatto la loro parte.

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