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Inchiesta Sportpiacenza - Guareschi (Piacenza): «Campionati penalizzanti per i settori giovanili»

Interviene nella nostra inchiesta anche il direttore del vivaio biancorosso: «Con il passaggio nell'agonistica i club vedono rallentata la crescita dei propri ragazzi, limitata proprio da una scarsa competitività dei gironi».

Prosegue l’inchiesta di Sportpiacenza su “I Giovanissimi e i risultati assurdi” mirata ad accendere i riflettori (e possibilmente a trovare una soluzione) su quei campionati in cui le gare terminano anche 24-0. Dopo l’opinione di Luigi Galli, responsabile dell’Academy del Fiorenzuola, di Cele Grassi, presidente dell’Aiac (l’associazione degli allenatori di calcio piacentini), dei presidenti di società Franco Pastorelli, massimo dirigente della Fulgor Fiorenzuola, e Michele Arzani, numero uno dell’Alseno calcio, e di alcuni addetti ai lavori. Ieri abbiamo segnalato quanto succede in Piemonte e Valle d'Aosta, oggi riceviamo e pubblichiamo l’intervento scritto di Francesco Guareschi, responsabile del Settore Giovanile del Piacenza Calcio.

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“A mio avviso il format degli attuali campionati penalizza fortemente lo sviluppo dei nostri settori giovanili. Molte società dilettantistiche piacentine investono sia a livello tecnico che economico fin dalla scuola calcio, con ottimi risultati in termini di miglioramento individuale e di gruppo, ma con il passaggio nell'agonistica vedono rallentata la crescita dei propri ragazzi, limitata proprio da una scarsa competitività dei campionati. Lo abbiamo vissuto in prima persona durante il passaggio nei professionisti. Le nostre formazioni che hanno dominato nei dilettanti a livello regionale hanno ampiamente faticato a metabolizzare l'impatto con avversari di livello ogni domenica. Prima erano abituati a giocare 2 o 3 partite probanti a stagione e pertanto poco allenati a dover mantenere la massima concentrazione  ad ogni impegno. Campionati livellati verso l’alto garantirebbero in questo senso una crescita non solo tecnica ma anche di approccio mentale alla partita. Inoltre la cosa che mi dispiace maggiormente è che il baricentro del nostro scouting si stia decentrando verso nord, verso giocatori che militano nelle prime fasce regionali lombarde, costringendoci ad avere sempre meno ragazzi del territorio nelle nostre formazioni”

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