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Il caso - Dai Social pioggia di condanne per la mamma che ha insultato il giovane arbitro donna

Praticamente tutti d'accordo anche su Facebook: «Episodio vergognoso» e gli applausi al Corte Calcio: «Brava la società a dare il "daspo" al genitore in questione» ma c'è anche chi prova a minimizzare «fatto che non ha alcuna rilevanza»

Una volta c’erano le lettere al giornale. Oggi, nell’era del digitale, ci sono o post sui social network a misurare quello che pensa l’opinione pubblica. Il tema sollevato da Sportpiacenza della mamma che insultato l’arbitro ragazzina durante una partita della categoria Giovanissimi - «le donne non capiscono niente di calcio, vai pettinare le bambole» tra gli insulti che la mamma di un giocatore ha rivolto alla direttrice di gara - ha scatenato una cascata di commenti, non un vespaio perché la linea dei lettori è chiaramente quella di condannare senza mezze misure il gesto.

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I primi a condannare il gesto sono stati proprio i dirigenti del Corte Calcio, Mario Fantini ha subito precisato: «Comportamento vergognoso e inaccettabile, la signora in questione ha ricevuto un “daspo” dalla nostra società» e a ruota è arrivata anche l’indignazione dell’Associazione Italiana Arbitri di Piacenza attraverso le parole del presidente Domenico Gresia: «Non è possibile che degli adulti insultino dei ragazzini» che ha lanciato anche una provocazione.

Dello stesso tenore le condanne su Facebook sulle numerose pagine e bacheche in cui la notizia è stata condivisa. Gianluca scrive: «Basterebbe che la società prendesse provvedimenti nei confronti del genitore» come poi effettivamente è stato fatto. C’è chi guardando ha commentato: «La signora dovrebbe riguardare il video e vedere il numero 7 in bianco che dice all’arbitro di non ascoltare lasciare perdere. Bravo il numero 7» fa notare Andrea, ma ci sono anche quelli che entrano proprio nel merito del fatto come Marco: «Rigore ineccepibile e non c’è fuorigioco perché quello in fondo a sinistra tiene in gioco tutti. Nomi per due decisioni perfette. Dei veri espertoni». Mary pensa alla giovane ragazzina arbitro: «Povera ragazza magari era la sua prima volta come arbitro» mentre Kekko - e non è il solo - punta il dito proprio sull’atteggiamento dei genitori spesso più immaturi dei propri figli: «Bell’esempio la mamma. Sarebbe ora di interdire ai genitori di seguire i figli in questo modo, si spera sempre nell’intelligenza dei ragazzini».

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