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Inchiesta Sportpiacenza - «Tornei così squilibrati non hanno senso»

Pastorelli (Fulgor Fiorenzuola): «Tornare al vecchio sistema». Arzani (Alseno calcio) propone soluzioni alternative

Prosegue l’inchiesta di Sportpiacenza su “I Giovanissimi e i risultati assurdi” mirata ad accendere i riflettori (e possibilmente a trovare una soluzione) su quei campionati in cui le gare terminano anche 24-0. Dopo l’opinione di Luigi Galli, responsabile dell’Academy del Fiorenzuola, e di Cele Grassi, presidente dell’Aiac, l’associazione degli allenatori di calcio piacentini, oggi è il turno di due presidenti di società: Franco Pastorelli, massimo dirigente della Fulgor Fiorenzuola, e Michele Arzani, numero uno dell’Alseno calcio.

Su un punto sono tutti d’accordo: partite che terminano 24-0 non servono a nessuno, né a chi vince e neppure a chi perde. L’aspetto più preoccupante è che simili risultati arrivano nei campionati giovanili, dove i ragazzi dovrebbero misurarsi con avversari di valore simile avendo come obiettivo principale quello di crescere atleticamente, tecnicamente e agonisticamente.

Fin qui le opinioni dei dirigenti coincidono: risultati assurdi, urge trovare una soluzione. Dove i pensieri divergono invece è sulle alternative e sulle proposte da presentare in federazione.

«Personalmente - spiega Franco Pastorelli, presidente della Fulgor Fiorenzuola - ritengo che la decisione migliore sia quella di tornare alla formula che si utilizzava qualche tempo fa, con la divisione fra campionati regionali e provinciali fin da settembre. Da anni in tanti lo chiediamo e speriamo che finalmente la Figc prenda in considerazione il parere delle società per evitare gare dai risultati impensabili, che non servono a nessuno».

Eventualmente da rivedere anche i regolamenti. I giovanissimi della Fulgor nell’ultimo turno hanno perso 16-0 dal San Rocco e in due gare hanno subito complessivamente 30 reti senza segnarne nessuna. «Già il passaggio dagli Esordienti ai Giovanissimi è un bel salto - spiega Pastorelli - e poi bisogna considerare che noi abbiamo una squadra di 2004 che gioca con formazioni di un anno più grande, considerato che la categoria lo consente. Nella scorsa stagione giocavamo a 9 su un campo ridotto, adesso a 11 a tutto campo; già questo comporta dei problemi, se poi aggiungiamo che i nostri avversari sono più grandi ecco spiegata la disparità. Sinceramente non capisco perché la federazione proponga tornei così squilibrati, mettendo di fronte società con obiettivi totalmente differenti. Ci sono squadre che sono delle vere e proprie selezioni pronte ai campionati regionali e altre, come noi, che hanno l’unico obiettivo di far giocare i ragazzi. Metterle di fronte una contro l’altra non ha senso».

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