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In San Giuseppe nuovo campo e progetti per la Scuola Calcio

«Ci sono alcuni paesi e villaggi del Brasile che non hanno una chiesa, ma non ne esiste neanche uno senza un campo di calcio». Così scriveva lo scrittore uruguaiano Galeano parlando di un paese dove il pallone spesso assurge ad àncora di salvezza...

Una veduta dall'alto del nuovo campo in sintetico
«Ci sono alcuni paesi e villaggi del Brasile che non hanno una chiesa, ma non ne esiste neanche uno senza un campo di calcio». Così scriveva lo scrittore uruguaiano Galeano parlando di un paese dove il pallone spesso assurge ad àncora di salvezza per decine di ragazzi. In Italia le cose girano meglio ma è proprio il campetto della parrocchia quello dove si danno i primi calci a quel pallone impolverato e sgualcito.
Lo sa bene don Stefano Segalini, parroco di San Giuseppe Operaio da ormai un anno, che ha inaugurato in occasione del “Memorial Cobianchi” il nuovo campetto della parrocchia. Se a giugno i lavori erano ancora incompleti e le squadre si sono affrontati sul cemento, oggi il quartiere può vantare un campo da calcetto in erba sintetica. Un manto che ha già assistito a molte sfide tra i ragazzi della parrocchia e pare quasi far dimenticare che, soltanto un anno fa, al suo posto c’erano crepe e calcinacci. E delle reti che avevano decisamente visto tempi migliori.

«VINCERE INSIEME» - Quello della parrocchia di via Martiri è un progetto che ha richiesto lo sforzo di tutta la comunità e che apre orizzonti del tutto inediti per un sacerdote avvicinatosi soltanto da poco al mondo del pallone. «Ci stiamo operando per aprire una scuola calcio l’anno prossimo – spiega Don Stefano – Una volta realizzata la struttura le famiglie hanno mostrato grande interesse e anche molte società calcistiche si sono mostrate disponibili ad avviare il progetto». Un progetto che corre piuttosto vicino a quello del San Filippo Neri di don Paolo Capra. «Lo scopo di questa iniziativa è aiutare a crescere bambini e ragazzi: non è la competizione che conta ma il gioco di squadra, il vincere insieme».
Non solo scuola calcio però: don Stefano guarda anche al di là dei confini della sua parrocchia. «Mi piacerebbe molto organizzare una tavola rotonda con alcuni calciatori (l’attaccante Luca Franchi abita a pochi passi dalla chiesa, ndc) per spiegare anche ai genitori il valore dello sport».

TORNEO AD OTTOBRE – Campetto, scuola calcio e tavole rotonde. Potrebbe già bastare per applaudire l’impegno di don Stefano e della comunità, ma non finisce qui. L’idea del parroco è quella di creare anche nuovi spogliatoi per fornire un servizio in più ai fruitori del campo. «Al momento non disponiamo di strutture adatte: ho però già avviato un discorso per la creazione degli spogliatoi. A breve sentirò anche il Comune per definire il progetto». Come ciliegina sulla torta sembra poi essere tutto pronto per il torneo inaugurale del campo, che ha ricevuto la benedizione da Monsignor Ambrosio già a giugno. «Se ne parlerà ad ottobre ma è quasi tutto definito – conclude il parroco – sarà l’occasione per inaugurare il nuovo campo e per far avvicinare altri ragazzi al progetto».
Nicolò Premoli

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