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A un anno dall'alluvione la Pol Bf è ancora in ginocchio

«La situazione è ancora molto difficile, ma noi non molliamo. Scrivilo chiaro, lo dobbiamo a tutti quelli che hanno creduto in noi dandoci una grande mano, non possiamo deluderli. Ma soprattutto non possiamo deludere tutti i nostri ragazzi, a loro...

Il campo della Polisportiva Bf subito dopo l'alluvione di un anno fa
«La situazione è ancora molto difficile, ma noi non molliamo. Scrivilo chiaro, lo dobbiamo a tutti quelli che hanno creduto in noi dandoci una grande mano, non possiamo deluderli. Ma soprattutto non possiamo deludere tutti i nostri ragazzi, a loro vogliamo offrire opportunità che noi non abbiamo avuto». E’ passato esattamente un anno dall’alluvione che sconvolse la provincia di Piacenza, portandosi via tre vite, distruggendo case e azzoppando aziende. Dopo 365 giorni la situazione degli impianti sportivi è lontana dall’essere tornata alla normalità; lo spiega Claudio Bruzzi, presidente della Polisportiva Bf, uno dei tanti volontari che dalla mattina dello scorso 15 settembre ha trasformato il comprensibile sgomento in energia per rimboccarsi le maniche e lavorare, ricetta durissima da mettere in tavola ma l’unica utile per permettere anche alle società sportive di ripartire.
«Non ci stiamo piangendo addosso - precisa immediatamente il numero uno della società valnurese - abbiamo tutte le intenzioni di proseguire e non vogliamo mollare. Però chiediamo pubblicamente di poter utilizzare ciò che ci è stato donato dalla generosità di tante persone, di trasformare i soldi che abbiamo ricevuto in opere per consentire a tutti di fare sport».

I SOLDI E LA BUROCRAZIA
Già, perché i soldi ci sarebbero, grazie all’intervento di singoli piacentini e di associazioni che si erano mobilitate subito dopo l’alluvione, ma la burocrazia in questi mesi ha impedito di ricostruire quello che il Nure si è portato via un anno fa.
Solo un piccolo dato? Economicamente i costi per alcune opere erano coperti già dal 6 gennaio, ma solamente il 6 settembre è arrivato il via libera per avviare l’iter. Il risultato? La prima squadra gioca le gare casalinghe a Podenzano, i Giovanissimi a Vigolzone e i Pulcini a Farini in un terreno appena rifatto. Adesso dovrebbe iniziare anche l’attività della Scuola Calcio e pure per i più piccoli ci sono non pochi problemi organizzativi. «Innanzitutto - prosegue Bruzzi - fatemi ringraziare le società calcistiche della provincia e la Delegazione della Figc che ci danno la forza per proseguire. In questo momento però il nostro pensiero più pressante è comunicare pubblicamente come vengono utilizzati, al centesimo, tutti i contributi volontari che in tanti hanno voluto donarci. Non appena riusciremo finalmente a far partire i lavori renderemo nota ogni entrata e le spese sostenute».

UN CAMPIONATO TUTTO IN TRASFERTA
Allo stato attuale è stata sistemata la recinzione del campo di Bettola, distrutto dalla piena del Nure, mentre un inconveniente alla pompa che serve per portare l’acqua ha ritardato l’avvio dei lavori sul terreno di gioco. La semina era prevista a inizio maggio invece è iniziata l’8 luglio e senza certezze la Polisportiva Bf ha dovuto comunicare alla federazione un campo alternativo su cui disputare le gare interne. Almeno fino al termine dell’andata, poi si vedrà. A oggi comunque mancano ancora le panchine, è necessario un controllo generale dell’illuminazione e una “rinfrescata” dell’area esterna degli spogliatoi, mentre la parte interna è stata sistemata da dirigenti e volontari.
Bruzzi tiene a precisare che «nessuno nella nostra società, percepisce un solo euro, nemmeno di rimborso spese. Né i giocatori e neppure i dirigenti, dal magazziniere al presidente. Forse anche per queste nostra singolarità tutti hanno voluto darci una mano». Ma il problema è che gli aiuti non bastano, perché utilizzarli diventa complicatissimo a causa di infiniti intoppi burocratici. «Siamo stanchi e stiamo facendo una grande fatica. Nell’ultimo anno per molti di noi gestire la società è diventato un secondo lavoro e oltretutto abbiamo responsabilità particolari, come quella di portare avanti e indietro i ragazzi per partite e allenamenti. La nostra volontà è quella di continuare a fare sport, ma non possono metterci i bastoni fra le ruote».

I SALTI MORTALI DEI 150 TESSERATI E DEI 50 VOLONTARI
Chiaro il riferimento ai tanti ostacoli che la società si è trovata ad affrontare per provare a ricostruire il centro sportivo come era prima dell’alluvione. «Io invito tutti a parlare meno e a fare i fatti. In una situazione straordinaria come quella che ci siamo trovati ad affrontare la burocrazia dovrebbe accelerare i tempi, invece li rallenta e ci obbliga ai salti mortali». Rendendo difficile la vita ai 150 tesserati e ai 50 volontari che dall’anno scorso stanno facendo l’impossibile per consentire ai più giovani di continuare a fare sport nonostante le indubbie difficoltà logistiche.
Servono un paio di esempi per rendere il quadro ancora più a tinte fosche? Per il campo da calcetto, cancellato dalla piena del 2015, si è ancora in attesa della gara d’appalto. E per la realizzazione del nuovo stand, di cui la Polisportiva Bf si accollerebbe completamente i costi di costruzione, le autorizzazioni sono arrivate solo all’inizio di settembre nonostante la società fosse pronta a intervenire da gennaio. «La burocrazia dovrebbe aiutare specialmente chi lavora come volontario, altrimenti le persone disposte a dedicare gratuitamente il proprio tempo libero a favore degli altri saranno sempre meno. Vorrei che la nostra situazione suonasse come un campanello d’allarme. Però lo ripeto con forza, nonostante tutto noi non molliamo».
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