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Salieri: «Voglio una Assigeco da battaglia». Curioni: «Ripresentarci in A2 è un segno di amore per il territorio»

Presentato il nuovo tecnico che succede a Martelossi. «Il mercato? Per ora individuiamo gli Under, poi cercheremo una guardia e un'ala americani»

Da sinistra: Dalmonte., Salieri, Curioni e Stecconi

La premessa probabilmente è d’obbligo, di certo è molto sentita. «Di fronte a 1600 morti del territorio che comprende il Piacentino e il Lodigiano dobbiamo solo inginocchiarci di fronte a questa gente meravigliosa». Il presidente Franco Curioni inizia l’avventura dell’Assigeco post coronavirus ricordando a più riprese quanto il territorio sia stato martoriato dal Covid-19. «E’ una gioia vera ritrovarsi dopo essere stati protagonisti di una situazione così terrificante; abbiamo vissuto un tumulto interiore e tante paure». Ammette di essere stato in dubbio sul futuro, fra la conferma in A2 e una possibile autoretrocessione; «Ho avuto anche proposte per fare il presidente in altre società, ma alla fine ho detto, restiamo a casa nostra».

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Così si riparte dalla Serie A2, ma il numero uno non usa giri di parole per illustrare la nuova avventura. «Facciamo con quello che abbiamo; non ci sono le possibilità di allestire una squadra importante, ma solamente ripresentarci ai nastri di partenza è un segno di amore e dedizione al territorio». Cambiano tante cose, dal tecnico al general manager e Curioni ha una parola per tutti. «Mi spiace per Alberto Martelossi e gli chiedo scusa. E’ rimasto sulla nostra panchina solo una gara, ma non potevamo garantirgli una base economica seria; dobbiamo voltare pagina, poi se arriveranno momenti migliori siamo pronti a fare di nuovo un passo avanti». Un saluto anche ad Andrea Bausano, passato a Roma dopo tre anni a Piacenza. «Lo attende una grande carriera e spero che l’esperienza fatta con noi gli sia servita per maturare ulteriormente». Le sue competenze verranno “spacchettate”, dando maggiori responsabilità a chi già da tempo lavora in società. «Le dimissioni di Bausano ci hanno fatto riflettere sull’opportunità di avere un uomo solo al comando, così abbiamo deciso di far crescere alcuni nostri giovani anche in ambito dirigenziale».

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